Sulla raccolta differenziata “è giusto dirci le cose come stanno”. Parte da qui l’intervento della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosa Barone, che entra nel dibattito cittadino scoppiato a Foggia dopo l’introduzione dei nuovi cassonetti intelligenti e l’avvio del porta a porta.
In un lungo post pubblicato sui social, Barone richiama cittadini e istituzioni al rispetto delle regole, ricordando che la raccolta differenziata in Italia è obbligatoria ormai dal 1997, anno di approvazione del cosiddetto Decreto Ronchi che riformò il sistema nazionale di gestione dei rifiuti.
“Le regole esistono da anni”
Secondo la consigliera regionale, la differenziata non può più essere considerata una novità o una scelta facoltativa.
“Molti cittadini la fanno da anni con serietà e senso civico”, sottolinea Barone, ricordando come in passato tanti abbiano continuato a separare i rifiuti nonostante il diffuso luogo comune del “tanto poi mettono tutto insieme”.
Il nodo dei cassonetti intelligenti
Il riferimento è alle recenti polemiche esplose in città sui nuovi cassonetti intelligenti, contestati da diversi residenti soprattutto per le difficoltà di conferimento e per le griglie considerate troppo strette.
Barone riconosce che possano esserci criticità organizzative e ritardi nella comunicazione, ma chiarisce che questi aspetti “non possono giustificare il mancato rispetto delle regole”.
“Non è più accettabile continuare a conferire nello stesso sacchetto plastica, carta, vetro, organico e indifferenziato senza alcuna separazione”, evidenzia.
“A Foggia tollerata troppa anarchia”
Nel suo intervento la consigliera punta il dito anche contro le amministrazioni del passato, accusate di non aver fatto rispettare adeguatamente le norme sulla differenziata.
Uno degli errori più gravi, secondo Barone, sarebbe stato proprio quello di aver tollerato per anni situazioni di “sostanziale anarchia” nel conferimento dei rifiuti.
I costi della differenziata fatta male
La consigliera regionale richiama inoltre le conseguenze economiche di una raccolta differenziata inefficiente.
Quando i rifiuti vengono separati male, spiega, aumentano i costi di smaltimento senza ottenere i benefici economici derivanti dal recupero delle materie prime.
“Questi costi alla fine li paghiamo tutti attraverso la Tari e le altre imposte locali”, sottolinea.
L’obiettivo europeo del 65%
Barone ricorda infine che anche l’Italia deve raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea in materia di riciclo e recupero dei rifiuti, con il traguardo del 65% di raccolta differenziata entro il 2035.
“Non è più il tempo delle scuse. È il tempo della responsabilità, del rispetto delle regole e della collaborazione di tutti”, conclude la consigliera regionale.











