Sul buco della sanità pugliese e sull’aumento dell’addizionale Irpef, già al centro del dibattito politico delle ultime settimane, interviene direttamente il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro con un video pubblicato sui social.
Il governatore difende la scelta della manovra fiscale, definendola però “una sconfitta”. “Aumentare le tasse è sempre una sconfitta, indipendentemente da chi governa”, afferma Decaro, spiegando di aver preso la decisione “con tante difficoltà” in un momento in cui le famiglie devono già fare i conti con il caro energia e l’aumento del costo della vita.
“Il disavanzo è un problema nazionale”
Decaro prova a contestualizzare la situazione pugliese all’interno di una crisi più ampia che riguarda la sanità italiana. “Il disavanzo sanitario è di 349 milioni di euro”, ricorda il presidente, sottolineando come l’aumento dei costi sanitari stia crescendo più rapidamente rispetto ai trasferimenti statali destinati alle Regioni.
“L’aumento dei costi della sanità nel nostro Paese ha superato di 5 miliardi di euro il fondo sanitario nazionale che lo Stato mette a disposizione delle Regioni”, spiega nel video. Una forbice che, secondo le stime citate dal governatore, potrebbe arrivare a 13 miliardi di euro entro il 2029.
“Qualcuno sta facendo campagna elettorale”
Nel suo intervento Decaro lancia anche una stoccata alle opposizioni e a chi sta cavalcando politicamente la vicenda. “Qualcuno sta speculando o sta facendo campagna elettorale”, dice, evidenziando come anche altre regioni considerate virtuose abbiano dovuto ricorrere ad aumenti fiscali per coprire i disavanzi sanitari.
Tra gli esempi citati dal presidente pugliese c’è quello dell’Emilia Romagna, che avrebbe utilizzato Irpef, Irap e bolli auto per reperire circa 400 milioni di euro.
I tagli e il recupero di risorse
Decaro rivendica infine gli sforzi già compiuti dalla Regione per limitare il peso della manovra. “Le abbiamo provate tutte”, afferma, spiegando che sarebbero stati recuperati 107 milioni di euro anche attraverso il taglio dei costi della politica.
“Ma tutto questo non basta”, conclude il governatore, ribadendo la necessità di intervenire per garantire la tenuta del sistema sanitario regionale.











