Confindustria Foggia ha annunciato la decisione di costituirsi parte civile nel procedimento penale scaturito dalla maxi operazione condotta da Polizia di Stato e carabinieri contro presunti esponenti della cosiddetta “Società foggiana”, accusati di aver gestito un articolato sistema estorsivo ai danni di imprenditori e commercianti del territorio, in particolare nel settore delle costruzioni.
La scelta, che sarà formalmente condivisa con gli organi deliberanti dell’associazione, arriva dopo la decisione già assunta da ANCE Foggia e ANCE Puglia.
“Difendere legalità e libertà d’impresa”
Secondo Confindustria Foggia, la costituzione di parte civile rappresenta un segnale preciso sul fronte della tutela della legalità economica e della libertà d’impresa.
Nel comunicato, l’associazione evidenzia come le condotte estorsive contestate non colpiscano soltanto le singole vittime, ma compromettano l’intero sistema economico, alterando la concorrenza e condizionando il libero mercato.
Il fenomeno viene definito come una forma di “crimine economico”, capace di incidere direttamente sulle attività produttive legittime e sulle basi stesse dell’iniziativa economica.
Salatto: “Non arretriamo davanti alla criminalità”
“Essere parte civile significa ribadire con chiarezza che il sistema produttivo non intende arretrare di fronte a fenomeni di intimidazione e condizionamento criminale”, dichiara il presidente di Confindustria Foggia, Potito Salatto.
“Siamo vicini alle imprese e siamo disponibili ad accompagnarle in percorsi di legalità, nella convinzione che il contrasto alle infiltrazioni criminali richieda una risposta collettiva, fondata sulla collaborazione tra istituzioni, associazioni di categoria e mondo produttivo”, aggiunge.
L’autocritica degli imprenditori
Nel suo intervento, Salatto richiama anche la necessità di una riflessione interna al mondo imprenditoriale.
“Anche noi dobbiamo fare un minimo di autocritica: alcuni imprenditori non sempre seguono le best practice”, afferma.
Secondo il presidente di Confindustria Foggia, fenomeni di corruzione e assoggettamento alla criminalità troverebbero terreno fertile anche nelle lungaggini burocratiche e nella permanenza prolungata di alcuni dirigenti pubblici nei medesimi ruoli.
“La corruzione e l’assoggettamento alla criminalità nascono anche dalle lungaggini burocratiche, laddove certi dirigenti restano al loro posto da trent’anni senza un reale controllo”, sostiene.
“Serve uno spoil system reale”
Salatto punta inoltre il dito contro il cosiddetto “sistema Bassanini”, ritenendo necessario un maggiore ricambio nella dirigenza pubblica.
“La mia opinione è che si debba andare verso un reale spoil system, perché oggi esistono molti modi per costringere le persone a percorrere strade impervie”, dichiara.
Il presidente di Confindustria Foggia parla anche di una “mafiosità” diffusa capace di influenzare persino gli imprenditori in buona fede.
Il sostegno agli imprenditori che denunciano
Confindustria Foggia rinnova infine il sostegno agli imprenditori che hanno scelto di denunciare episodi estorsivi e intimidatori, ribadendo il proprio impegno nella promozione di una cultura della legalità economica.
Per l’associazione, sviluppo, competitività e coesione sociale non possono prescindere dalla difesa delle regole e dalla tutela delle imprese sane del territorio.










