Continua a dividere il Gargano il progetto della superstrada tra Vico del Gargano, Peschici, Vieste e Mattinata. Nell’ultimo incontro organizzato a Vieste dal comitato Pro superstrada del Gargano erano presenti anche gli ambientalisti, rappresentati dal responsabile di Altura Puglia, Tonio Sigismondi, che ha ribadito con fermezza la contrarietà all’opera.
“Siamo venuti solo per ascoltare, la nostra posizione è risaputa e non siamo disposti a fare nessun passo indietro”, ha dichiarato Sigismondi, definendo la superstrada “inutile e dannosa”.
“Impatto ambientale e problemi progettuali”
Secondo gli ambientalisti, il progetto presenterebbe criticità sia sul piano ambientale che su quello tecnico e finanziario.
“Quest’opera ha un impatto significativo sugli habitat naturali e presenta problemi legati a come è stata pensata”, ha spiegato il rappresentante di Altura, ricordando che a un anno dall’approvazione i lavori non sono ancora partiti.
Sigismondi sostiene che ANAS debba ancora adeguare il progetto e ottenere diverse autorizzazioni necessarie. Inoltre, evidenzia come le risorse economiche disponibili riguardino esclusivamente il primo lotto, quello tra Vico del Gargano e Peschici.
“Non ci sono fondi per il tratto Peschici-Vieste e ancora meno per il collegamento Vieste-Mattinata, dove bisogna fare i conti con i vincoli del Parco del Gargano”, ha aggiunto.
“Le strade non risolvono tutti i problemi”
Alla richiesta, spesso avanzata dai cittadini garganici, di avere collegamenti più veloci verso Foggia e soprattutto verso gli ospedali della provincia, Sigismondi replica spostando il tema sui servizi sanitari.
“Le strade non possono risolvere tutti i problemi. I cittadini del Gargano dovrebbero battersi per avere un ospedale a Vieste o a Vico”, ha affermato.
Secondo l’esponente ambientalista, per le emergenze sanitarie il sistema dell’elisoccorso “funziona bene” e non sarebbe corretto affidare esclusivamente alle infrastrutture viarie la soluzione delle criticità del territorio.
“C’è un vincolo, va rispettato”
Altura Puglia esclude anche soluzioni alternative immediate.
“Non abbiamo proposte progettuali diverse – ha detto Sigismondi – ma sosteniamo che le pubbliche amministrazioni non possano spingere per realizzare un’opera in contrasto con una norma di legge”.
Per gli ambientalisti, la presenza dei vincoli ambientali rappresenta oggi un ostacolo concreto e non aggirabile.
“Oggi c’è un vincolo e bisogna rispettarlo. Domani, se si riuscirà ad annullarlo, cosa molto difficile, se ne potrà riparlare”, ha concluso.
Secondo Sigismondi, inoltre, l’apertura dei cantieri nelle attuali condizioni rischierebbe di provocare “più rallentamenti che riduzioni dei tempi di percorrenza”.








