Il Policlinico di Foggia interviene sulla vicenda della paziente sottoposta a trattamento emodialitico, finita al centro dell’attenzione mediatica dopo alcuni articoli pubblicati nelle ultime ore da testate locali. In una nota firmata dal commissario straordinario Giuseppe Pasqualone, la Direzione Medica dell’ospedale ha fornito una ricostruzione dettagliata dei fatti, respingendo le ricostruzioni che lascerebbero intendere carenze nell’assistenza sanitaria.
La caduta prima della dialisi
Secondo quanto riferito dal Policlinico, nella giornata del 12 maggio scorso, prima dell’inizio della seduta dialitica pomeridiana, la paziente avrebbe comunicato al personale sanitario di essere caduta accidentalmente da una seduta collocata in un’area comune del reparto di Emodialisi.
La donna sarebbe stata immediatamente soccorsa dagli operatori sanitari presenti in servizio e sottoposta a una valutazione clinica. “I parametri vitali risultavano nella norma e non emergevano segni suggestivi di trauma maggiore o compromissione neurologica”, spiega la Direzione sanitaria, sottolineando che la paziente era “vigile, cosciente e collaborante”.
La proposta di trasferimento al Pronto Soccorso
Nel comunicato viene precisato che il personale sanitario avrebbe informato la paziente della possibilità di accedere al Pronto Soccorso e di differire la seduta dialitica programmata, invitandola a segnalare eventuali sintomi o criticità.
“In considerazione del quadro clinico complessivamente rassicurante, la seduta emodialitica veniva regolarmente effettuata sotto costante monitoraggio clinico e strumentale”, si legge nella nota diffusa dal Policlinico.
Al termine del trattamento, durato circa quattro ore, medici e infermieri avrebbero comunque consigliato ulteriori approfondimenti diagnostici presso il Pronto Soccorso, prospettando anche l’attivazione del percorso intraospedaliero di emergenza-urgenza. Una proposta che, secondo quanto riferito dall’azienda ospedaliera, sarebbe stata rifiutata dalla paziente.
L’accesso autonomo al Pronto Soccorso
Il Policlinico precisa inoltre che la donna si sarebbe recata autonomamente al Pronto Soccorso soltanto nella giornata successiva, utilizzando un mezzo proprio.
“Anche in tale circostanza, al triage venivano rilevati parametri vitali nei limiti della norma e non emergevano condizioni di emergenza clinica in atto”, evidenzia la Direzione sanitaria.
“Garantita continuità assistenziale”
Alla luce della ricostruzione fornita, il Policlinico ritiene “doveroso precisare che la paziente non è mai rimasta priva di assistenza sanitaria” e che tutte le attività clinico-assistenziali sarebbero state eseguite “con tempestività, continuità assistenziale e attenzione alle condizioni cliniche rappresentate”.
Nel comunicato, il commissario straordinario Giuseppe Pasqualone ribadisce inoltre “piena fiducia nella professionalità del personale sanitario coinvolto”, ricordando le difficoltà legate alla “grave carenza di personale sanitario” che interessa in particolare l’area dell’emergenza-urgenza del Policlinico di Foggia.











