Non un semplice convegno, ma un vero laboratorio di comunità capace di mettere insieme scuola, istituzioni, terzo settore e territorio. È questo il significato della manifestazione “Avvunite, Attraversamenti di COMUNITÀ… Scolastica, Carceraria, Educante, Territoriale”, ospitata il 12 maggio scorso nel Santuario di San Matteo Apostolo a San Marco in Lamis.
Una giornata intensa, partecipata da oltre cento persone, durante la quale il dialogo sulla legalità, sull’inclusione sociale e sulle seconde possibilità ha trovato spazio tra le mura di uno dei luoghi simbolo della spiritualità garganica.
Il Santuario di San Matteo cuore dell’incontro
La manifestazione si è svolta all’interno dell’antico monastero di San Matteo, storica abbazia che rappresenta da secoli un punto di riferimento religioso e culturale per il territorio.
La giornata si è aperta alle 11 con la celebrazione della Santa Messa, seguita dagli interventi istituzionali che hanno dato il via ai lavori dedicati ai Patti educativi di comunità e ai percorsi di collaborazione tra scuola e territorio.
Ad accogliere i partecipanti è stato Stefano De Luca, guardiano del Convento di San Matteo Apostolo. Presenti anche i sindaci Michele Merla di San Marco in Lamis e Domenico De Vito di Orta Nova, insieme a Francesco Forliano, dirigente tecnico-coordinatore dell’Ufficio scolastico regionale per la Puglia.
Tra gli ospiti anche l’ex senatore Nicola Morra e una rappresentanza dell’Associazione Panunzio.
Le esperienze dei Patti educativi di comunità
Il cuore dell’incontro è stato rappresentato dalle testimonianze e dalle esperienze concrete raccontate dai protagonisti del mondo scolastico e sociale.
Il dirigente scolastico dell’IPEOA “M. Lecce”, Luigi Talienti, ha illustrato il Patto Educativo di Comunità di San Giovanni Rotondo, sottolineando il valore della collaborazione tra scuola, famiglie, enti locali e associazioni.
A seguire l’intervento di Donato Rispoli, dirigente del Palazzo degli Studi “Padre Pio”, che ha presentato il Patto Territoriale di Orta Nova.
Spazio anche alle testimonianze provenienti dal mondo del sociale e della riabilitazione con Rita Frigerio, referente della comunità terapeutica semi-residenziale “Art Labor” di Foggia, e Pino Gentile, rappresentante della comunità educativa di Monte Sant’Angelo.
A coordinare e supportare gli interventi anche il contributo tecnico di Leonardo Cavalli, esperto di diritto scolastico.
Gli studenti dell’IPEOA protagonisti nel refettorio storico
Uno dei momenti più significativi della giornata si è vissuto durante il pranzo conviviale organizzato nello storico refettorio del convento.
A curare il servizio sono stati gli studenti dell’IPEOA “M. Lecce”, protagonisti di un’esperienza formativa che ha unito professionalità, accoglienza e spirito di comunità.
Tra le antiche sale del monastero, il pranzo è diventato simbolo concreto di condivisione e collaborazione, trasformando la tavola in uno spazio di dialogo tra istituzioni, scuola e territorio.
La scuola oltre le aule
L’iniziativa ha evidenziato il ruolo centrale della scuola nella costruzione di una comunità educante capace di coinvolgere famiglie, terzo settore, realtà carcerarie e strutture di recupero sociale.
Durante gli interventi è emerso con forza il tema della “seconda possibilità”, intesa come occasione concreta di crescita, inclusione e riscatto sociale.
Secondo quanto sottolineato dal dirigente scolastico Luigi Talienti, la giornata è stata caratterizzata da una forte partecipazione emotiva e da un clima di autentica condivisione.
Il ringraziamento finale è stato rivolto a tutta la comunità scolastica e organizzativa: docenti, personale ATA, assistenti tecnici, collaboratori scolastici e soprattutto agli studenti, definiti “la vera forza motrice di ogni progetto educativo”.
“Avvunite” si è così trasformato in un messaggio collettivo di speranza, dimostrando come la scuola possa diventare motore di cambiamento sociale e presidio concreto di legalità e inclusione.












