Dopo gli arresti e le misure cautelari eseguite nei giorni scorsi, arrivano anche i provvedimenti amministrativi di prevenzione nei confronti dei giovani coinvolti nella violenta rissa avvenuta nella notte tra l’1 e il 2 marzo 2025 nel cuore della movida di Barletta, nei pressi del locale “Plaza” di piazza Marina.
Il Questore della provincia di Barletta-Andria-Trani, su proposta del comando provinciale dei carabinieri, ha emesso nove misure nei confronti di altrettanti soggetti coinvolti negli scontri: quattro residenti a Barletta e cinque a Cerignola, già raggiunti da provvedimenti cautelari nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura di Trani.
Il Daspo Willy per quattro giovani di Barletta
Nel dettaglio, ai quattro giovani residenti a Barletta è stato notificato il D.A.C.Ur., il cosiddetto “Daspo Willy”, misura che vieta loro di accedere e sostare in specifiche aree urbane considerate sensibili dal punto di vista dell’ordine pubblico.
Il provvedimento riguarda in particolare i luoghi della movida cittadina e gli esercizi pubblici come bar, ristoranti, locali notturni, gelaterie e stabilimenti balneari.
Per i cinque giovani residenti a Cerignola, invece, il Questore ha disposto il divieto di ritorno nel Comune di Barletta per la durata di due anni, salvo autorizzazione dell’autorità competente.
La rissa nata tra auto lanciate a folle velocità
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri dei comandi provinciali di Trani e Cerignola, la violenza sarebbe scoppiata tra due gruppi contrapposti composti da giovani tra i 23 e i 34 anni, alcuni residenti a Barletta e altri a Cerignola.
La lite sarebbe iniziata con manovre automobilistiche pericolose effettuate con auto di grossa cilindrata nella zona della movida, mettendo a rischio anche i pedoni presenti in piazza Marina.
Successivamente la situazione sarebbe degenerata in una violenta rissa. Durante gli scontri sarebbero stati danneggiati arredi urbani e pertinenze del locale. Fioriere, pali della segnaletica e altri oggetti sarebbero stati divelti e utilizzati come armi improprie.
Diversi partecipanti sarebbero rimasti feriti anche a causa di investimenti volontari con le auto in fuga. Sei persone riportarono traumi cranici, lussazioni e lesioni con prognosi fino a otto giorni.
Decisivi video e social network
Fondamentali per le indagini sono stati i filmati dei sistemi di videosorveglianza cittadini e del locale, incrociati con l’analisi dei profili social degli indagati.
Gli investigatori avrebbero riconosciuto i partecipanti alla rissa grazie a tatuaggi, vestiti griffati e orologi di marca mostrati nelle immagini pubblicate online nelle ore precedenti ai fatti.
Le accuse e gli undici indagati
Gli undici giovani coinvolti risultano indagati, a vario titolo, per rissa aggravata, tentata rapina impropria, lesioni personali, danneggiamento e porto di strumenti atti a offendere.
Si tratta di Gerardo Chieti, Gerardo Andrea Cirulli, Leone Cirulli, Davide Del Re, Francesco Dibenedetto, Nicola Dileo, Raffaele Grimaldi, Domenico Guercia, Vito Guida, Valerio Modesto e Mauro Papagni.
A due giovani di Cerignola viene contestata anche la tentata rapina impropria: secondo l’accusa avrebbero cercato di sottrarre gli occhiali a uno dei partecipanti alla rissa colpendolo con un pugno al volto.
Cinque ai domiciliari
Nei giorni scorsi il gip Zeno aveva disposto gli arresti domiciliari con divieto di comunicare con persone non conviventi per cinque indagati, tre di Cerignola e due di Barletta.
Per gli altri sei era stato invece disposto l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
L’operazione rappresenta l’epilogo di un’indagine che ha consentito agli investigatori di ricostruire nel dettaglio una notte di violenza che aveva scosso il centro della movida barlettana.












