Finisce in Consiglio comunale la contestata realizzazione dell’area destinata alla raccolta di rifiuti ingombranti in via Domenico Patroni, a Foggia. Alcuni consiglieri comunali (Di Mauro, Cataneo, Mainiero, Nunziante e Pellegrino) hanno presentato un’interpellanza urgente indirizzata alla sindaca Maria Aida Episcopo e all’assessora all’Ambiente Lucia Aprile, chiedendo chiarimenti sulle modalità con cui sarebbe stato autorizzato l’intervento e sugli impatti urbanistici, ambientali e sanitari dell’opera.
Nel documento si evidenzia come, negli ultimi giorni, numerosi residenti della zona vicina al Tribunale abbiano manifestato pubblicamente la propria contrarietà alla realizzazione del sito, lamentando la vicinanza dell’area alle abitazioni e denunciando possibili ripercussioni sulla qualità della vita del quartiere.
“Abbattuti alberi e ridotti parcheggi”
Secondo quanto riportato nell’interpellanza, l’intervento avrebbe comportato l’abbattimento di alberature esistenti, la riduzione degli spazi urbani fruibili e la soppressione di posti auto in una zona già caratterizzata da forte densità abitativa e carenza di parcheggi.
I firmatari sostengono inoltre che i residenti non sarebbero stati preventivamente informati né coinvolti in un percorso partecipativo prima dell’avvio dei lavori, denunciando “un evidente disagio sotto il profilo ambientale, igienico-sanitario e del decoro urbano”.
Nel documento viene richiamata anche la posizione assunta dalla stessa amministrazione comunale sul contrasto al degrado ambientale e all’abbandono illecito dei rifiuti, sottolineando come la collocazione di un’area per il conferimento degli ingombranti a ridosso delle abitazioni sollevi interrogativi sulla compatibilità urbanistica e sulla tutela della vivibilità del quartiere.
Le richieste rivolte al Comune
I consiglieri comunali chiedono di conoscere le motivazioni tecniche e amministrative che hanno portato alla scelta di via Domenico Patroni come sede dell’area di raccolta.
Nell’interpellanza vengono inoltre domandati chiarimenti sugli eventuali studi preliminari relativi all’impatto ambientale, alla viabilità, agli aspetti igienico-sanitari e alla qualità della vita dei residenti. Tra i quesiti posti anche quelli relativi ai pareri tecnici acquisiti, al numero di alberi abbattuti, ai posti auto eliminati e alle eventuali compensazioni ambientali previste.
I firmatari chiedono infine se il Comune intenda sospendere i lavori e rivedere il progetto alla luce delle proteste dei cittadini, oltre all’apertura di un tavolo di confronto con residenti, comitati di quartiere e rappresentanze consiliari per individuare soluzioni alternative considerate più compatibili con il contesto urbano.
La richiesta contenuta nell’atto è quella di una risposta urgente in Consiglio comunale.









