Torremaggiore si candida a Capitale italiana del Libro 2027, rilanciando la propria identità culturale e puntando su conoscenza, inclusione e coesione sociale. Una scelta che guarda al futuro e che nasce da un percorso già avviato sul territorio, dove la lettura è diventata negli anni uno strumento concreto di crescita collettiva.
Una città che legge e costruisce rete
Il Comune, riconosciuto come “Città che legge” dal 2018, ha rafforzato il proprio impegno attraverso il Patto Locale per la Lettura, attivo da oltre un anno. Un progetto che coinvolge scuole, associazioni ed enti del terzo settore in una rete condivisa, con l’obiettivo di rendere il libro accessibile a tutti.
Un lavoro capillare che punta a trasformare la lettura in un diritto diffuso, capace di attraversare generazioni e contesti sociali, favorendo inclusione e partecipazione.
Il valore della tradizione culturale
Tra i punti di forza della candidatura c’è anche il patrimonio culturale della città, a partire dalla storica biblioteca De Angelis, punto di riferimento per la comunità e simbolo di un legame profondo con il sapere.
“Torremaggiore contiene dei lasciti molto importanti – dichiara Ilenia Coppola, assessore alla Cultura –, come la quasi centenaria biblioteca De Angelis. Abbiamo deciso di candidare un dossier denominato “Liberi per natura, coltiviamo diritti”, un dossier molto ambizioso che contiene tutto ciò che noi svolgiamo comunemente sul nostro territorio per quanto riguarda il libro e la lettura, ma che ambisce a diventare un progetto sempre più grande”.
Un dossier che guarda al futuro
Il progetto presentato non si limita a fotografare quanto già realizzato, ma punta a una visione più ampia. L’obiettivo è trasformare Torremaggiore in un laboratorio permanente di cultura, dove il libro diventa motore di sviluppo sociale e strumento di inclusione.
Una candidatura che racconta un territorio dinamico, capace di investire nella cultura come leva strategica per costruire comunità più consapevoli e partecipi.









