Dalla politica alla ristorazione, e ora di nuovo verso l’impegno pubblico. Max Di Fonso, ex consigliere comunale a Foggia e un tempo tra i più votati, rompe il silenzio e annuncia di fatto un ritorno sulla scena politica cittadina.
Lo fa con una serie di video pubblicati sui social dal titolo “Foggia mia”, un format pensato per rilanciare lo spirito identitario e denunciare le criticità della città.
“Non riesco a stare fermo”
“Non riesco a stare fermo dopo quello che vedo”, spiega Di Fonso, che negli ultimi anni ha lasciato la politica per dedicarsi alla ristorazione. È il titolare del ristorante “Da Italo”, nel quartiere ferrovia, e sta per aprire un secondo locale, questa volta dedicato alla cucina romana, insieme ai figli.
Un’esperienza imprenditoriale che gli ha consentito, racconta, di osservare da vicino i cambiamenti della città e le sue contraddizioni.
Le critiche all’amministrazione
Nel mirino dell’ex consigliere c’è l’attuale gestione amministrativa. “Centomila euro buttati a Parco San Felice, troppe iniziative distinte e distanti”, attacca, parlando apertamente di “crisi politica chiara”.
Di Fonso critica anche l’aumento dei compensi per assessori e consiglieri, definito “spropositato” alla luce delle condizioni della città: “Foggia rischia la morte, non ci sono altre realtà in Puglia così devastate”.
“Erbacce, buche e senso di abbandono”
L’immagine che restituisce è quella di una città segnata dal degrado: “Erbacce, buche, un senso di abbandono ovunque”. E aggiunge: “Prima, nonostante i difetti, si usciva, si viveva la città. Oggi ci sarebbero anche le risorse, ma non fanno niente”.
Un giudizio severo che si estende anche al centrodestra, ritenuto incapace di costruire un’alternativa credibile: “Stenta, e così Foggia resta una città destinata a cadere, un vuoto tra Termoli e Barletta”.
Il progetto: contenitori di quartiere
Di Fonso guarda però avanti e annuncia l’intenzione di costruire un progetto politico alternativo, basato su comunità e civismo. “Mi sto organizzando per contenitori di quartiere insieme alle associazioni del territorio”, spiega.
L’obiettivo è creare una rete dal basso, capace di intercettare bisogni reali e proporre soluzioni concrete.
Il paradosso dei turisti
Non manca un passaggio sul potenziale economico inespresso della città. “I turisti ci sono, lo vedo nel mio locale. Inglesi che lasciano anche mance da 25 euro”, racconta.
Eppure, secondo Di Fonso, molti commercianti scelgono di investire altrove, tra Manfredonia, Mattinata o lo Scalo dei Saraceni, segno di una perdita di attrattività del capoluogo.
“Costruire qualcosa di importante”
Il messaggio finale è chiaro: “Serve qualcosa di importante, alternativo a questo centrosinistra”. Un progetto che, nelle intenzioni, dovrà partire dal territorio e dalle sue energie migliori.
Un ritorno, quello di Di Fonso, che potrebbe rimescolare gli equilibri politici in vista delle prossime elezioni comunali.










