Il settore automotive entra nel 2026 attraversando una delle fasi più delicate degli ultimi anni. Dopo la ripresa registrata nel 2024, il mercato si trova ora a fare i conti con una nuova instabilità globale. Le tensioni in Medio Oriente, con il coinvolgimento diretto di Stati Uniti, Israele e Iran, hanno provocato un’impennata del prezzo del petrolio, con ripercussioni immediate sul costo dei carburanti e sulle scelte dei consumatori.
Dall’inizio di marzo, infatti, benzina e diesel hanno registrato aumenti significativi, come confermato dai dati Eurostat e dalle principali analisi di settore. Un quadro che, a livello nazionale ed europeo, viene definito critico, ma che in provincia di Foggia presenta alcune peculiarità.
Mercato rallentato ma non fermo
A raccontare la situazione dal territorio è Antonio Di Carlo, giovane imprenditore di Motta Montecorvino e tra i titolari di Auto Di Carlo e di importanti concessionarie del capoluogo.
“È inutile negare l’evidenza, il momento è difficile per tutti i settori. Ma guai a mollare, bisogna reagire ed essere ottimisti”, spiega.
Nonostante il caro carburanti, le vendite non risultano in calo. Piuttosto, si registra un cambiamento nei comportamenti d’acquisto. “Le vendite da noi non sono diminuite, si sono allungate le trattative e quindi i tempi di acquisto”.
Una fotografia che racconta di consumatori più prudenti, ma ancora presenti sul mercato, pronti a valutare con maggiore attenzione ogni investimento.
Capitanata ancora legata a benzina e diesel
Se a livello nazionale si parla sempre più di transizione ecologica, la realtà della Capitanata appare ancora distante da questo scenario.
Secondo Di Carlo, infatti, l’elettrico fatica a imporsi sul territorio. “È questione di mentalità: da noi vanno per la maggiore ancora le auto a gasolio e soprattutto a benzina”.
Un ritardo che non è solo culturale, ma anche infrastrutturale. “L’elettrico molto poco, forse perché mancano i servizi, a iniziare dalle colonnine per la ricarica delle batterie”.
La carenza di punti di ricarica rappresenta quindi uno dei principali ostacoli alla diffusione dei veicoli elettrici, contribuendo a mantenere saldo il predominio delle motorizzazioni tradizionali.
Uno scenario incerto
Il futuro del comparto resta legato all’evoluzione del contesto internazionale e all’andamento dei prezzi energetici.
Se la crisi geopolitica dovesse prolungarsi, gli effetti sul mercato potrebbero diventare ancora più marcati. Nel frattempo, però, la Capitanata dimostra una certa capacità di resistenza, tra prudenza dei consumatori e determinazione degli operatori del settore.
Un equilibrio fragile, ma ancora in piedi, in attesa di capire quale direzione prenderà davvero il mercato dell’auto nei prossimi mesi.









