Prodotti elettronici ottenuti senza pagarli, giustificazioni rivelatesi infondate e una gestione finita sotto la lente della magistratura. È quanto emerge da una vicenda interna alla Asl di Foggia, ricostruita anche da La Gazzetta del Mezzogiorno, che ha portato alla conferma delle sanzioni disciplinari per un dirigente sanitario.
Il caso e i controlli interni
Tutto nasce da verifiche a campione effettuate nel 2023 dall’allora direttore amministrativo Michelangelo Armenise. Nel mirino alcune fatture della direzione Sistemi informativi contenenti prodotti di elettronica – tra cui un interfono bluetooth e una videocamera a infrarossi – indicati a costo zero. Una prima spiegazione parlava di un errore del fornitore, ma nei mesi successivi sono emersi nuovi casi: un purificatore d’aria e un aspirapolvere Dyson, anch’essi senza costo, giustificati come presunti “omaggi” legati a progetti Pnrr. Versioni che, secondo quanto accertato, non hanno trovato riscontro.
Le responsabilità e le sanzioni
Dalle verifiche è emerso che almeno parte dei prodotti sarebbe stata ordinata per uso personale da dipendenti, salvo poi essere pagata dopo la scoperta. L’Ufficio disciplinare della Asl ha quindi disposto sanzioni: 10 giorni di sospensione per un funzionario e 30 giorni per il dirigente Tommaso Petrosillo. Quest’ultimo ha impugnato il provvedimento davanti al Tribunale del lavoro, contestando la legittimità della sanzione. Il giudice Ivano Caputo ha però respinto il ricorso, confermando la correttezza dell’azione disciplinare e condannando il dirigente anche al pagamento delle spese legali.
“Violati i principi di buona amministrazione”
Nella sentenza si evidenzia come il dirigente avesse l’obbligo di vigilare sulla corretta gestione delle procedure d’appalto, evitando che acquisti personali potessero confluire nella contabilità pubblica. Condotte ritenute idonee a compromettere la trasparenza e la regolarità amministrativa, a prescindere dall’eventuale danno economico immediato. Un aspetto che il giudice ha definito irrilevante rispetto alla gravità dei comportamenti.
Indagini in corso
Parallelamente, gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Foggia, che ha delegato le indagini alla Guardia di Finanza per approfondire eventuali profili penali. Una vicenda che riaccende i riflettori sulla gestione delle risorse pubbliche e sulla necessità di garantire controlli rigorosi all’interno delle amministrazioni sanitarie.











