Potrebbe esserci una testimone chiave nell’omicidio di Dino Carta, il personal trainer 42enne ucciso la sera del 13 aprile a Foggia con quattro colpi di pistola mentre portava a spasso il cane, a pochi metri dalla sua abitazione. Una presenza ripresa dalle telecamere di videosorveglianza, ancora non identificata, che potrebbe rappresentare un elemento decisivo per le indagini.
La donna ripresa dalle telecamere
Si tratterebbe di una donna, immortalata nei minuti immediatamente successivi al delitto mentre percorreva il marciapiede opposto rispetto al luogo dell’agguato, dirigendosi verso una chiesa vicina. L’immagine, però, non sarebbe nitida, rendendo difficile il riconoscimento.
A rilanciare l’appello è stato il legale della famiglia, Michele Vaira, che ha invitato la donna a farsi avanti, sottolineando come anche un dettaglio apparentemente insignificante potrebbe risultare fondamentale per ricostruire quanto accaduto.
Ipotesi di un secondo testimone
Ma non sarebbe l’unica possibile presenza sulla scena. Secondo quanto emerge, potrebbe esserci anche un secondo testimone: un uomo che avrebbe seguito con lo sguardo il sospettato mentre si allontanava a bordo di una bici elettrica, imboccando via D’Azeglio subito dopo aver perso il caricatore della pistola durante la fuga.
Un elemento che, se confermato, potrebbe contribuire a delineare con maggiore precisione i movimenti del killer nei momenti immediatamente successivi all’omicidio.
Analisi audio e video, attesa per le perizie
Sul fronte investigativo, prosegue senza sosta il lavoro degli inquirenti. Oltre alle immagini delle telecamere, si stanno analizzando anche alcune registrazioni audio raccolte nella zona. In queste si percepirebbero voci sovrapposte, tra cui una che potrebbe appartenere alla vittima e un’altra del killer: “Capisci, se cambi idea ti ammazzo”, la probabile espressione dell’assassino poco prima dei quattro spari alle spalle dello sportivo.
Su questo materiale sarà effettuata una perizia fonica per accertarne l’identità. Parallelamente, si attendono anche i risultati degli esami balistici eseguiti dai carabinieri del Ris sul caricatore perso dal killer, alla presenza del consulente della famiglia, il generale Luciano Garofano.
Appelli contro l’omertà
In questi giorni si sono moltiplicati gli appelli alla collaborazione da parte di amici, familiari e legali. Anche durante i funerali, celebrati oggi, è stato ribadito con forza l’invito a rompere il silenzio e a fornire qualsiasi informazione utile.
Un clima in cui emerge con forza la richiesta di verità per un delitto che ha scosso profondamente la comunità foggiana.
Le piste investigative
Al momento, l’unica pista che presenta qualche elemento di collegamento resta quella relativa alla vicenda dell’uomo caduto e morto nel 2023 in via Caracciolo, già finita sotto la lente degli investigatori nelle prime fasi dell’inchiesta. Tuttavia, non si escludono altre ipotesi.
Il quadro resta complesso anche per il profilo della vittima, descritto da tutti come una persona dalla vita lineare, scandita tra casa, lavoro e chiesa. Un dettaglio che rende ancora più difficile individuare un movente chiaro.
Le indagini proseguono nel massimo riserbo, nella speranza che nuovi elementi – anche grazie ai possibili testimoni – possano fare luce su un omicidio che, al momento, resta senza un volto.










