“La mia compagna mi ha chiamato e mi ha detto che c’era un acceso litigio in corso nell’appartamento accanto al nostro. Poi ha sentito i colpi di pistola. Dopo un po’ si è affacciata e ha visto i lampeggianti delle forze dell’ordine. Sono arrivato qui e abbiamo saputo dell’uccisione della donna da parte del marito. Una notizia terribile. La mia compagna è spaventata”.
È la testimonianza diretta di un vicino di casa della coppia protagonista del femminicidio avvenuto questa sera a Foggia, in via Gaetano Salvemini 32.
Le urla, poi gli spari
Il racconto dei residenti conferma una dinamica già emersa nelle prime ore: prima un litigio violento, poi l’esplosione dei colpi di arma da fuoco che hanno ucciso Stefania Rago, 46 anni.
Una sequenza improvvisa, consumata all’interno dell’appartamento, che ha lasciato senza parole chi vive nello stabile. I vicini parlano di momenti concitati, di grida e poi di un silenzio irreale rotto solo dall’arrivo delle forze dell’ordine.
La scena dopo il delitto
Alcuni residenti si sono affacciati solo dopo aver visto i lampeggianti dei carabinieri illuminare la strada. In quel momento si è compreso che quanto accaduto era qualcosa di gravissimo.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il medico legale, mentre il marito della vittima, Antonio Fortebraccio, 48 anni, guardia giurata, è stato portato in caserma. La coppia aveva due figli. Stando alle prime testimonianze di alcuni parenti, il femminicidio sarebbe scaturito da questioni di gelosia.
Shock tra i residenti
Nel palazzo e nella zona di San Ciro resta un clima di paura e incredulità. I vicini parlano di una coppia riservata, con due figli ormai adulti, un ragazzo e una ragazza, e senza segnali evidenti che potessero far immaginare un epilogo simile.
Una tragedia consumata tra le mura domestiche che ha sconvolto chi vive nello stabile, trasformando una sera qualunque in una scena di dolore e sgomento.








