Le elezioni provinciali del 19 aprile riaccendono il dibattito sulla rappresentanza in Capitanata. A emergere con forza è il tema della marginalizzazione dei piccoli comuni, rimasti di fatto esclusi dal nuovo Consiglio provinciale.
Su 12 eletti, ben 6 provengono dal Comune di Foggia. Gli altri seggi sono distribuiti tra Orta Nova (2), San Severo, Cerignola, Lucera e San Marco in Lamis. Nessun rappresentante diretto, invece, per i centri più piccoli, in particolare quelli dei Monti Dauni.
La denuncia: “Classe dirigente autoreferenziale”
A sollevare il caso è Gianfilippo Mignogna, ex sindaco di Biccari, che punta il dito contro il sistema elettorale e le scelte dei partiti.
“A rendere irrilevanti i piccoli comuni non è solo la vergogna del voto ponderato voluto dalla legge Delrio, ma anche l’incapacità dei partiti di guardare oltre loro stessi”, afferma.
Secondo Mignogna, nessuna lista avrebbe investito su candidati provenienti dai piccoli centri, lasciando senza voce intere aree del territorio.
Monti Dauni senza rappresentanza
Il risultato ha generato malcontento soprattutto nei comuni interni, già alle prese con spopolamento e carenza di servizi.
Molti amministratori locali temono che l’assenza di rappresentanti diretti possa tradursi in una minore attenzione nella distribuzione delle risorse e nella programmazione degli interventi.
La richiesta di riforma
Sulla stessa linea anche la sindaca di Roseto Valfortore Lucilla Parisi, che parla di una “stortura enorme” del sistema attuale.
“Serve tornare all’elezione diretta o, almeno, introdurre correttivi che garantiscano una quota minima di seggi alle aree svantaggiate e ai piccoli centri”, sottolinea.
Il rischio isolamento
Senza modifiche, secondo gli amministratori, il rischio è quello di una Provincia sempre più sbilanciata verso i grandi centri urbani.
“Palazzo Dogana rischia di diventare un condominio dei grandi comuni”, avverte Parisi, evidenziando il pericolo di un ulteriore distacco tra istituzioni e periferie.
Un tema destinato a restare al centro del confronto politico nelle prossime settimane.









