La tensione esplode davanti all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, dove nella giornata di oggi i lavoratori sono scesi in piazza con un sit-in organizzato dai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Fials e Nursing Up.
La protesta dei dipendenti
Circa duemila dipendenti del comparto sanitario denunciano una situazione ormai insostenibile, legata soprattutto al mancato rinnovo contrattuale e al mancato riconoscimento degli adeguamenti economici previsti dal contratto della sanità pubblica.
I lavoratori chiedono l’applicazione degli aumenti, ma la Fondazione che gestisce l’ospedale si trova in difficoltà a causa di una crisi finanziaria significativa. Secondo quanto emerso, l’esposizione debitoria avrebbe superato i 100 milioni di euro.
Scontro tra direzione e lavoratori
La direzione dell’ospedale punta il dito contro la Regione Puglia, accusata di non aver corrisposto le cosiddette “funzioni non tariffate”. Dall’altra parte, i sindacati denunciano un “silenzio assordante” da parte del direttore generale.
Un clima di forte tensione che ha portato alla mobilitazione odierna e che potrebbe sfociare in nuove iniziative nei prossimi giorni.
Il ruolo di Moscone
A colpire è anche la posizione di Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo e presidente della Fondazione, che ha espresso apertamente solidarietà ai lavoratori.
Secondo quanto riferito dagli stessi dipendenti, Moscone sarebbe “l’unico vicino” alla vertenza e avrebbe persino minacciato le dimissioni nel caso in cui non si trovasse una soluzione concreta per salvare l’ospedale e garantire dignità ai lavoratori.
Verso nuove proteste
La mobilitazione non si fermerà qui. I sindacati annunciano altre forme di protesta, con l’ipotesi di una marcia verso Roma e persino verso il Vaticano, per portare all’attenzione nazionale una crisi che coinvolge uno dei presìdi sanitari più importanti del territorio.
Una vertenza che si fa sempre più delicata e che apre scenari preoccupanti per il futuro dell’ospedale e dei suoi lavoratori.









