Un vero e proprio “grande fratello” sui conti della sanità pugliese. È la strategia messa in campo dal presidente della Regione Antonio Decaro, che punta a un controllo sempre più stringente sulla voce più rilevante del bilancio regionale. Un’azione costante, supportata dall’assessore alla Salute Donato Pentassuglia e dal capo di gabinetto Davide Pellegrino, che negli ultimi giorni ha firmato una nuova direttiva destinata a incidere profondamente sull’organizzazione interna del sistema sanitario.
Secondo quanto riportato da Repubblica Bari, l’obiettivo è costruire un sistema capace di monitorare in tempo reale l’andamento della spesa e prevenire criticità prima che si trasformino in disavanzi strutturali.
Una regia centralizzata per anticipare i problemi
La direttiva inviata ai dirigenti del Dipartimento Salute, dell’Aress e della Transizione digitale indica una linea chiara: superare la semplice analisi a posteriori dei conti e passare a un controllo continuo e preventivo. “Le decisioni del presidente, dell’assessore alla Salute e della giunta regionale devono poter contare su una base informativa continuativa”, scrive Pellegrino.
Non solo raccolta dati, ma una vera infrastruttura di analisi, anche con il supporto dell’intelligenza artificiale, per individuare anomalie e tendenze di spesa. L’obiettivo è intervenire tempestivamente, evitando che le criticità si consolidino.
Il nodo del deficit e le principali voci di spesa
Il punto di partenza è un disavanzo ancora provvisorio che si attesta intorno ai 369 milioni di euro. Le principali voci di costo sono già note: quasi 2,9 miliardi per il personale dipendente, oltre 2 miliardi per le strutture accreditate e cifre consistenti anche per farmaceutica, manutenzioni e mobilità passiva.
In questo contesto, i costi generali crescono del 4%, mentre le risorse aumentano solo dell’1%. Un divario che impone, come sottolineato nella direttiva, “un governo attivo e continuativo della spesa”.
Tre gruppi di lavoro e controlli capillari
La task force sarà articolata in tre gruppi, ciascuno con competenze specifiche: performance finanziaria, appropriatezza farmaceutica ed efficienza organizzativa. I dirigenti coinvolti dovranno raccogliere dati direttamente dagli atti delle Asl e monitorare anche attività che non passano da provvedimenti formali, come consumi e gestione dei magazzini.
L’obiettivo è chiaro: nulla dovrà sfuggire al controllo della Regione. Un sistema che, nelle intenzioni, verrà replicato anche a livello delle singole aziende sanitarie.
Premi a rischio per ritardi e inefficienze
La stretta riguarda anche il personale dirigente. La direttiva prevede che eventuali ritardi o inefficienze vengano segnalati e incidano direttamente sulla valutazione delle performance.
Un passaggio che potrebbe tradursi in una riduzione dei premi di risultato, che in alcuni casi arrivano a sfiorare i 30mila euro annui. Un segnale forte, che punta a responsabilizzare la macchina amministrativa e a rendere più efficiente la gestione della sanità regionale.









