Una boccata d’ossigeno per l’agricoltura pugliese arriva con la conferma del credito d’imposta sul gasolio agricolo al 20%, esteso anche alle aziende agricole. Una misura che, secondo Coldiretti Puglia, rappresenta un sostegno fondamentale per garantire le semine primaverili e la continuità delle attività nei campi.
Misura strategica per l’annata agraria
Il provvedimento, proposto dalla stessa Coldiretti, è stato accolto dal Governo. L’organizzazione agricola ha espresso ringraziamento alla premier Giorgia Meloni, al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida per aver dato il via libera all’estensione del credito d’imposta.
Una decisione che arriva in un momento delicato per il settore, segnato da forti rincari dei costi energetici.
Caro gasolio e rincari record
Dallo scoppio della guerra, il prezzo del gasolio agricolo è passato da circa 0,85 euro al litro fino a 1,45 euro, con un aumento del 70%. Un incremento superiore a quello registrato per il diesel ordinario, che aveva già spinto Coldiretti a presentare una denuncia per presunte speculazioni.
L’impennata dei prezzi ha fatto crescere in modo significativo i costi delle lavorazioni meccaniche, mettendo a rischio attività fondamentali come arature e preparazione dei terreni, soprattutto nelle aree cerealicole.
Effetti su irrigazione e allevamenti
Il caro carburante incide anche sull’irrigazione delle colture, sul riscaldamento e sulla gestione energetica di stalle e serre, aggravando i bilanci delle aziende agricole pugliesi.
In una regione dove l’agricoltura è un settore strategico ma anche ad alto consumo energetico, le aziende utilizzano ogni anno tra 80 e 140 milioni di litri di gasolio. Un aumento di appena 30 centesimi al litro comporta circa 25 milioni di euro di costi aggiuntivi.
Rischio blocco per le semine
Il problema si intreccia con il caro fertilizzanti, con l’urea salita fino a 835 euro a tonnellata rispetto ai 585 euro precedenti alla guerra. Una combinazione che rischia di compromettere l’intera annata agraria proprio alla vigilia delle semine primaverili.
“L’agricoltura italiana non può permettersi di far restare i trattori nei capannoni”, sottolinea Coldiretti Puglia, evidenziando l’importanza di intervenire per garantire la continuità produttiva.
Impatto sui consumi e sui prezzi
Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente analizzati da Coldiretti, nel 2025 le vendite di gasolio agricolo hanno raggiunto i 2,2 miliardi di litri, di cui circa il 90% destinato all’agricoltura.
L’aumento dei costi di produzione potrebbe riflettersi anche sui prezzi al consumo, sebbene – viene sottolineato – gli incrementi nei campi si traducano spesso in pochi centesimi al chilo per i prodotti finali.
Un quadro che conferma la centralità della misura fiscale appena introdotta per sostenere un comparto chiave dell’economia pugliese.












