Un appello netto, che parte dalle ultime emergenze legate al maltempo e arriva a una proposta concreta per il futuro delle città. Il WWF Foggia interviene dopo allagamenti, tracimazioni e criticità diffuse, chiedendo alle amministrazioni un cambio radicale nella gestione del territorio.
L’allarme dopo le ultime emergenze
Le recenti precipitazioni intense e le cosiddette “bombe d’acqua” hanno messo in evidenza tutta la fragilità delle infrastrutture urbane. Secondo il WWF, la cementificazione e l’attuale sistema di gestione delle acque meteoriche non sono più adeguati a fronteggiare fenomeni sempre più estremi.
Il consumo di suolo e l’urbanizzazione senza un’adeguata pianificazione verde hanno aumentato la vulnerabilità delle città, impedendo all’acqua di infiltrarsi nel terreno e favorendo invece il suo rapido deflusso verso fogne e canali, con effetti spesso devastanti.
La proposta della “città spugna”
Al centro dell’appello c’è il modello della “città spugna”, un approccio già adottato in diverse realtà europee e italiane. L’obiettivo è ripristinare il ciclo naturale dell’acqua, trasformando gli spazi urbani in sistemi capaci di assorbire, trattenere e riutilizzare le piogge.
A spiegarlo è Maurizio Marrese, presidente del WWF Foggia: “Dobbiamo restituire spazio e tempo all’acqua”. Un cambio di paradigma che punta a ridurre il rischio di alluvioni e a rendere le città più resilienti ai cambiamenti climatici.
Soluzioni basate sulla natura
Il WWF propone una serie di interventi concreti basati sulle cosiddette Nature-Based Solutions. Tra questi, la de-pavimentazione e la de-sigillazione dei suoli urbani, l’utilizzo di pavimentazioni drenanti, la creazione di giardini della pioggia e bacini di raccolta nei parchi pubblici.
A queste si aggiungono la riforestazione urbana, con piccoli boschi e spazi verdi diffusi, la realizzazione di tetti e muri verdi e la trasformazione delle principali arterie cittadine in corridoi verdi, con più alberi e meno spazio per le auto.
Benefici ambientali e sociali
Secondo l’associazione, i vantaggi della città spugna vanno oltre la sicurezza idraulica. L’acqua trattenuta nel suolo contribuisce a ricaricare le falde e, evaporando nei periodi caldi, aiuta a contrastare le ondate di calore, migliorando la qualità dell’aria e della vita urbana.
Un modello già sperimentato in città come Rotterdam, Copenaghen, Barcellona e anche in Italia a Milano, Bologna e Prato.
Stop al consumo di suolo
Tra le richieste principali c’è anche l’approvazione di una delibera per il consumo zero di suolo. Fermare l’espansione edilizia su aree agricole e naturali viene indicato come il primo passo per ridurre il rischio idrogeologico.
Il WWF Foggia invita infine il Comune e gli enti competenti a integrare i principi della città spugna nei piani urbanistici e nei programmi di adattamento climatico, sottolineando la necessità di considerare l’acqua non più come un problema, ma come una risorsa.












