Foggia è ultima in Italia per reddito pro capite. Un dato che fotografa una crisi profonda e strutturale, evidenziata dall’ultima analisi di Unioncamere-Centro Studi Guglielmo Tagliacarne sulle stime 2024 del reddito disponibile delle famiglie.
A commentare il quadro è il presidente di Confindustria Foggia Potito Salatto, che lancia un appello alle istituzioni per costruire una strategia condivisa di rilancio.
Foggia ultima in Italia per reddito
“I cittadini della Capitanata hanno il reddito più basso d’Italia. Abbiamo raggiunto anche questo triste primato”, afferma Salatto. La provincia si colloca al 107esimo posto, con un reddito pro capite di 14.953 euro, ben distante dai livelli del Nord.
Il divario è netto: “Milano prima in classifica supera di 21.235 euro il valore di Foggia ultima”, sottolinea, evidenziando una distanza che riflette uno squilibrio territoriale ormai consolidato.
A preoccupare è anche il confronto interno alla Puglia: mentre altre realtà mostrano segnali di crescita, Foggia è l’unica a perdere terreno.
Declino economico e sociale sotto gli occhi di tutti
Per Salatto, non si tratta di un dato isolato, ma della conseguenza di un declino evidente. “Il declino della nostra città, che perde abitanti ogni anno non solo tra i giovani, è sotto i nostri occhi”.
Tra i segnali più evidenti, la crisi del mercato immobiliare e la progressiva desertificazione commerciale: “Il centro cittadino registra quasi ogni mese la chiusura di attività commerciali”.
Progetti fermi e assenza di programmazione
Il presidente di Confindustria punta il dito contro l’immobilismo amministrativo. “Sono ferme da anni programmazioni di rilancio della nostra provincia: Fiera, ampliamento dell’Asi, Pug, Seconda stazione AV”.
Una paralisi che, secondo Salatto, impedisce qualsiasi prospettiva di sviluppo e scoraggia gli investimenti.
Le eccellenze che resistono
Nonostante il quadro critico, esistono realtà imprenditoriali che continuano a distinguersi. “In questa situazione esistono per fortuna realtà di eccellenza che si affermano con innovazione e caparbietà”, spiega.
Tra queste, aziende come Ga.Mi. Impianti Srl, Bdc Srl e FHP Group guidata da Armando De Girolamo, inserite nel rapporto “Stelle del Sud 2026” del Sole 24 Ore.
“Serve un patto istituzionale per il rilancio”
Da qui l’appello alle istituzioni: “Serve un patto di collaborazione con Comune, Regione e altri enti per tracciare sinergie comuni di rilancio e riqualificazione”.
Le priorità indicate sono chiare: lavoro, rigenerazione urbana e investimenti.
Gli imprenditori, assicura Salatto, sono pronti a fare la loro parte, ma chiedono interlocutori credibili: “Ad oggi non c’è stata la volontà di mettere a disposizione delle associazioni le programmazioni economiche e tecniche”.
Il rischio fuga degli investimenti
Senza una visione condivisa, il rischio è concreto. “Laddove le programmazioni sono assenti, le imprese non possono che prendere i loro soldi e investire altrove”.
E il quadro potrebbe aggravarsi ulteriormente: “In un Comune privo di idee chiare risorge il clima di sospetto e il rischio del malaffare”.
Un monito netto che rilancia il tema dello sviluppo della Capitanata, chiamata a invertire una rotta che, numeri alla mano, appare sempre più preoccupante.












