Un confronto diretto sulle criticità e sulle prospettive dell’agricoltura in Capitanata, con al centro emergenze ormai strutturali come la carenza d’acqua e il ritardo infrastrutturale. È quanto emerso dall’incontro promosso da Fratelli d’Italia al Castello Ducale di Torremaggiore, dove amministratori e rappresentanti politici si sono riuniti per discutere del futuro dell’Alto Tavoliere.
All’appuntamento hanno preso parte il consigliere regionale Nicola Gatta e la senatrice Anna Maria Fallucchi, intervenuti per affrontare le principali difficoltà che interessano un territorio fortemente vocato alla produzione agricola.
Le criticità tra acqua e viabilità
Nel corso dell’incontro è stato ribadito come la crisi idrica rappresenti una delle principali emergenze per il comparto agricolo locale, insieme alla carenza di infrastrutture adeguate.
“Abbiamo bisogno di invertire la rotta – ha dichiarato Nicola Gatta –. È fondamentale rilanciare le infrastrutture viarie: senza strade adeguate, le aziende agricole difficilmente riescono a commercializzare i propri prodotti. Occorre inoltre potenziare le aree industriali per favorire la logistica”.
Un quadro che evidenzia come lo sviluppo del territorio passi inevitabilmente da interventi strutturali in grado di sostenere le imprese agricole e migliorare i collegamenti.
Il ruolo del territorio e le difficoltà quotidiane
A sottolineare il legame tra produzione agricola e criticità strutturali è stato anche Giuliano Lamedica, segretario cittadino di Fratelli d’Italia a Torremaggiore.
“La presenza di Gatta e Fallucchi rappresenta un importante segnale di vicinanza all’intero territorio – ha spiegato –. Il nostro territorio produce olio, vino e grano, ma questa ricchezza si scontra quotidianamente con problemi strutturali, primo fra tutti quello dell’approvvigionamento idrico”.
Parole che fotografano una realtà in cui le potenzialità produttive restano spesso frenate da limiti infrastrutturali e carenze nei servizi essenziali.
Il nodo del “Tubone” e le attese della Capitanata
Tra i temi centrali del dibattito anche il progetto del cosiddetto “Tubone”, l’opera destinata a trasferire l’acqua dalla diga del Liscione a quella di Occhito, attesa da anni da agricoltori e amministratori locali.
Un’infrastruttura considerata strategica per affrontare l’emergenza idrica e garantire una maggiore stabilità al comparto agricolo della provincia di Foggia.
L’incontro si è chiuso con l’impegno a proseguire il confronto e a tradurre le proposte emerse in azioni concrete, nella consapevolezza che il rilancio dell’Alto Tavoliere passa da interventi strutturali ormai non più rinviabili.










