La tensione torna a salire nel trasporto pubblico locale foggiano. I sindacati Faisa Cisal e Filt Cgil annunciano lo stato di mobilitazione, denunciando il mancato rispetto degli accordi e puntando il dito contro quella che definiscono una gestione tecnica ostativa.
Al centro dello scontro c’è la situazione dell’Ataf, dove, secondo le organizzazioni sindacali, gli impegni assunti nei mesi scorsi non sarebbero stati rispettati, aprendo di fatto una fase di forte criticità nei rapporti tra lavoratori, azienda e amministrazione.
Accordi disattesi e tensione crescente
“La pazienza ha un limite”, scrivono i sindacati in una nota, spiegando che il “contentino” della proroga degli accordi attuali non è più accettabile.
Il riferimento è agli impegni presi nel settembre 2025, alla presenza della sindaca Maria Aida Episcopo e dell’assessore Davide Emanuele, quando era stato delineato un percorso per un nuovo accordo di secondo livello e per un premio di risultato migliorativo.
Secondo Faisa Cisal e Filt Cgil, però, quelle intese non hanno trovato concreta attuazione.
Il ruolo della struttura tecnica
Nel mirino finisce la struttura tecnica, accusata di aver presentato proposte in contrasto con le decisioni politiche.
Una situazione che, secondo i sindacati, avrebbe svuotato il confronto e reso inefficaci gli accordi già condivisi, creando una frattura tra indirizzo politico e applicazione pratica.
Il nodo delle assunzioni
Tra i punti più critici c’è quello relativo al personale. In sede comunale era stato concordato un piano di turn over per l’assunzione di nuovi autisti, ritenuto fondamentale per garantire il servizio e mantenerne la qualità.
Anche su questo fronte, però, i sindacati denunciano uno stop. La motivazione legata all’attesa delle gare per l’affidamento del servizio viene definita “un’assurdità”, perché rischia di bloccare il sistema per tempi lunghi.
“Non resteremo a guardare”
Durissime le parole dei rappresentanti sindacali. Vincenzo delli Carri e Antonio Tuand parlano di una “discrasia preoccupante” tra decisioni politiche e attuazione tecnica, annunciando che la mobilitazione è ormai inevitabile.
Sulla stessa linea Fabio Lapalorcia e Alessandro Noceti, che denunciano mesi di responsabilità dimostrata verso i cittadini e ribadiscono la contrarietà a qualsiasi passo indietro rispetto agli accordi.
Verso lo stato di agitazione
I sindacati lanciano un avvertimento chiaro: senza un’accelerazione immediata e coerente con quanto stabilito nel 2025, lo stato di agitazione sarà inevitabile.
Una situazione che rischia di avere ripercussioni dirette sul servizio di trasporto pubblico cittadino, in un momento già delicato per la mobilità urbana.











