La criminalità organizzata in Puglia evolve, si riorganizza e cerca nuove forme di legittimazione e finanziamento. È il quadro emerso dalla visita della Commissione parlamentare antimafia, che ha avviato da Bari il proprio tour istituzionale, proseguito a Lecce e destinato a concludersi a Brindisi.
Riciclaggio e nuove strategie criminali
A tracciare uno scenario preoccupante è stato il procuratore distrettuale Roberto Rossi, che ha evidenziato come il riciclaggio stia cambiando forma, sfruttando strumenti difficili da tracciare come criptovalute e piattaforme digitali.
“Il voto di scambio non si è mai fermato”, ha aggiunto, sottolineando la persistenza di fenomeni radicati e la mancanza di strumenti legislativi adeguati per contrastarli.
Estorsioni e reati predatori in aumento
Dalle audizioni con forze dell’ordine e magistratura emerge una recrudescenza dei fenomeni estorsivi, legata anche alla necessità delle organizzazioni criminali di garantire sostentamento agli affiliati detenuti e alle loro famiglie.
Si moltiplicano così assalti ai bancomat e ai blindati, rapimenti lampo di imprenditori e sequestri di camion, in particolare nel settore del trasporto dell’olio, con carichi dal valore di centinaia di migliaia di euro.
Foggia e Cerignola osservate speciali
Particolare attenzione resta alta su Foggia e soprattutto su Cerignola, considerata base operativa di gruppi specializzati negli assalti ai portavalori.
Un contesto che conferma la presenza strutturata delle mafie sul territorio e la loro capacità di adattamento.
Rapporti con la politica e rischio infiltrazioni
Sul fronte istituzionale, il prefetto di Bari Francesco Russo ha confermato la conclusione dell’ispezione sul Comune di Modugno, con la relazione già inviata al Ministero dell’Interno per le valutazioni sul possibile scioglimento.
Riflettori puntati anche sugli appalti pubblici: la presidente della Commissione Chiara Colosimo ha segnalato i rischi legati all’uso massiccio degli affidamenti diretti, che possono favorire l’ingresso della criminalità negli enti locali.
Carceri e nuove generazioni criminali
Dal Salento arriva inoltre l’allarme sulla permeabilità delle carceri, con boss che continuano a comunicare con l’esterno. “Stanno emergendo nuove leve, spesso in accordo con i grandi boss detenuti”, ha spiegato Colosimo.
Un fenomeno che riguarda anche i giovani, ai quali la presidente ha rivolto un appello simbolico: “Bisogna allontanarsi da modelli sbagliati”.
Le risposte dello Stato
Dalla politica arrivano segnali di intervento. Il vicepresidente della Commissione Mauro D’Attis ha annunciato nuove norme per contrastare i reati predatori, mentre Filippo Melchiorre ha sottolineato l’importanza dell’attenzione istituzionale sul territorio.
Un quadro complesso, dunque, in cui la Puglia resta sotto osservazione per la presenza di mafie sempre più dinamiche e capaci di infiltrarsi nei diversi settori economici e sociali.













