Una mattinata intensa, segnata dalla riflessione e dall’impegno civile, quella vissuta oggi a San Giovanni Rotondo, dove l’IPEOA “Michele Lecce” ha organizzato un incontro dedicato alla legalità nel salone della parrocchia San Giuseppe.
Protagonista dell’iniziativa la testimonianza di Arcangela Petrucci, vedova di Luigi Luciani, l’agricoltore ucciso insieme al fratello Aurelio nella strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017.
La scuola come presidio di legalità
L’incontro, promosso dalla professoressa Rosa Marchesani, ha voluto trasformare il dolore in consapevolezza, coinvolgendo gli studenti in un percorso di memoria e responsabilità.
Ad aprire i lavori è stato il dirigente scolastico Luigi Talienti, che ha ribadito il ruolo centrale della scuola nella formazione dei giovani. “La scuola è un baluardo”, ha sottolineato, evidenziando come non si possano formare cittadini e professionisti senza una solida base etica e la conoscenza delle ferite che hanno colpito il territorio.
La testimonianza: “Bisogna parlare”
Il momento più toccante è stato il racconto di Arcangela Petrucci, che con forza e dignità ha ripercorso quella tragica vicenda. “Oggi finalmente c’è consapevolezza della presenza della mafia in provincia di Foggia, la cosiddetta quarta mafia. Ma non basta. Bisogna agire, denunciare, parlare. Non possiamo più far finta di niente”.
La donna ha ricordato anche le difficoltà personali affrontate in questi anni: “Io sono nove anni che parlo, ho subito minacce, mi hanno bruciato un campo di grano, ma non smetterò mai”.
Un messaggio diretto agli studenti, invitati a non restare indifferenti e a costruire una società fondata sulla legalità.
Memoria e impegno
L’incontro si è concluso con un momento artistico, grazie al brano musicale dedicato alla strage interpretato dal professore Ciro Iannacone, che ha contribuito a rendere ancora più profondo il significato della giornata.
Un appuntamento che ha lasciato il segno tra i ragazzi, chiamati a diventare protagonisti del cambiamento, partendo proprio dalla memoria delle vittime innocenti.











