Un intreccio tra operazioni immobiliari, riorganizzazioni societarie e criticità finanziarie locali. È il quadro che emerge dal dossier documentale sull’Automobile Club d’Italia, fondato su atti ufficiali, relazioni istituzionali e documenti societari, che accende i riflettori anche sulla situazione dell’Automobile Club di Foggia, oggi al centro di una procedura di possibile commissariamento.
La svolta del 2011 e la plusvalenza da 48 milioni
Il punto di partenza della ricostruzione è il 2011, anno in cui l’ACI realizza un’operazione immobiliare attraverso la società controllata ACI Progei. Secondo la documentazione richiamata, il conferimento di una parte significativa del patrimonio immobiliare genera una plusvalenza superiore a 48 milioni di euro, incidendo in maniera determinante sul risultato economico di quell’esercizio.
La Corte dei Conti, nella relazione sui bilanci 2011-2012, evidenzia come il risultato positivo sia legato a questa operazione straordinaria, mentre già nell’anno successivo si registra un ritorno a risultati negativi. Un passaggio che segna uno spartiacque nella gestione economica dell’ente.
Il sistema societario e il progetto Ventura
Negli anni successivi, il gruppo ACI si articola in una rete sempre più complessa di società partecipate, tra cui ACI Blueteam, ACI Global Servizi e Ventura S.p.A., quest’ultima al centro di progetti di riorganizzazione industriale.
Secondo fonti giornalistiche richiamate nel dossier, nel 2023 emerge il progetto di una holding Ventura destinata a concentrare le attività di mercato del gruppo, suscitando reazioni sindacali e interrogativi sulla gestione del patrimonio.
Documenti societari mostrano inoltre il ruolo diretto dell’ACI all’interno di queste strutture: nella Ventura S.p.A., ad esempio, l’Automobile Club d’Italia detiene il 90% del capitale sociale.
La riforma del 2025 e lo scioglimento di Progei
Il quadro cambia nuovamente nel 2025, con un intervento legislativo che porta al commissariamento dell’ACI e allo scioglimento della società ACI Progei. Il patrimonio immobiliare torna così sotto il controllo diretto dell’ente, in un’operazione inserita in una più ampia revisione della governance.
Nel 2026 si insediano i nuovi organi, segnando una nuova fase nella gestione dell’Automobile Club d’Italia.
Il caso Foggia: debito da 2,8 milioni e piano bocciato
All’interno di questo scenario si colloca la vicenda dell’Automobile Club di Foggia. I documenti ufficiali attestano un’esposizione debitoria verso l’ACI pari a circa 2,86 milioni di euro.
Il piano di rientro proposto dall’ente locale, basato su rate mensili, è stato giudicato non sostenibile: secondo le valutazioni interne, avrebbe comportato tempi di estinzione superiori ai quarant’anni, senza considerare gli interessi.
Le analisi finanziarie evidenziano inoltre un deterioramento strutturale della situazione economica, con un aumento significativo del debito verso l’ACI e una capacità limitata di generare liquidità. In particolare, il debito verso l’ente centrale risulta cresciuto negli anni, configurando uno squilibrio patrimoniale rilevante.
Verso il commissariamento
Alla luce di questi elementi, il Commissario straordinario dell’ACI ha formalizzato nel marzo 2026 la proposta di scioglimento del Consiglio direttivo dell’Automobile Club di Foggia e la nomina di un commissario straordinario, come previsto dallo Statuto.
Tra le motivazioni, la gravità della situazione economico-finanziaria e la non sostenibilità delle misure proposte per il risanamento.
Tra governance e territorio
Il dossier ricostruisce un quadro articolato, in cui si intrecciano decisioni strategiche a livello centrale e criticità nei territori. Da un lato, operazioni straordinarie e riorganizzazioni societarie; dall’altro, le difficoltà di alcuni Automobile Club locali nel sostenere i propri equilibri finanziari.
Un insieme di elementi che, pur senza attribuire responsabilità individuali, pone interrogativi sulla gestione complessiva del sistema e sul rapporto tra centro e periferia all’interno dell’Automobile Club d’Italia.












