A oltre tre anni dall’annuncio dell’avvio della raccolta dell’organico in alcune zone della città, Foggia resta ancora priva di un sistema diffuso per la differenziazione della frazione umida. A denunciarlo è il WWF Foggia, che parla di “eterna incompiuta” e di un danno ambientale ed economico per i cittadini.
Nel dicembre 2022 la Commissione straordinaria del Comune di Foggia e Amiu avevano presentato il progetto per la raccolta dell’organico nelle aree Sud e Sud-est della città, in particolare nei quartieri CEP e Macchia Gialla. In quell’occasione era stato sottolineato come l’umido rappresenti oltre la metà dei rifiuti prodotti e come la sua corretta gestione sia determinante per aumentare la raccolta differenziata e ridurre i costi della Tari.
La raccolta dell’organico mai partita
Secondo il WWF, però, a marzo 2026 il servizio non sarebbe stato ancora esteso e la città rimarrebbe quasi completamente priva dei bidoni dedicati alla raccolta dell’organico.
L’associazione parla di un evidente ritardo rispetto al piano iniziale, che prevedeva una fase transitoria di due anni. Ad oggi, denunciano gli ambientalisti, non sarebbero stati installati i cassonetti intelligenti previsti nelle circa 250 isole ecologiche programmate e non sarebbero state distribuite le tessere necessarie per il loro utilizzo.
Il risultato è una raccolta differenziata ferma al 29,24%, molto lontana dal 65% indicato come obiettivo e richiesto dalla normativa.
Il peso sulla Tari e sull’ambiente
La mancata raccolta della frazione organica avrebbe effetti anche sul piano economico. Senza la possibilità di separare l’umido, infatti, gran parte dei rifiuti finisce nell’indifferenziato.
Questo comporta, secondo il WWF, costi più elevati per lo smaltimento e l’impossibilità di ridurre la Tari per i cittadini foggiani. Allo stesso tempo si perde la possibilità di trasformare l’organico in compost, con tonnellate di rifiuti che continuano a finire in discarica.
Le responsabilità e le richieste
Il WWF punta il dito contro la gestione del servizio da parte di Amiu e delle amministrazioni comunali che negli anni si sono succedute, parlando di un fallimento nell’attuazione dei progetti annunciati.
L’associazione chiede ora un cronoprogramma chiaro e immediato per l’estensione della raccolta dell’organico a tutta la città e l’avvio di misure che possano compensare il danno ambientale ed economico subito dai cittadini.
Secondo il WWF la questione rappresenta anche una sfida politica per l’attuale amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo, chiamata a decidere se proseguire nel rapporto con Amiu o valutare soluzioni diverse per garantire un servizio efficiente e sostenibile.










