Un impianto di trattamento di rifiuti speciali non pericolosi nella zona artigianale di Torremaggiore è stato posto sotto sequestro preventivo dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Bari. Il provvedimento risale allo scorso 24 febbraio ed è stato adottato nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura di Foggia.
Il sequestro dell’intero impianto è stato eseguito d’iniziativa dalla polizia giudiziaria e successivamente convalidato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Foggia, che ha emesso il relativo decreto.
Le violazioni riscontrate durante l’ispezione
L’azienda è autorizzata alla gestione e al trattamento di rifiuti provenienti da dieci comuni della provincia di Foggia e anche alla produzione di materia prima seconda, oggi definita “end of waste”, cioè materiale recuperato dal trattamento dei rifiuti secondo quanto previsto dall’articolo 184 ter del decreto legislativo 152 del 2006.
Durante il sopralluogo, eseguito insieme al personale di Arpa Puglia, Spesal e vigili del fuoco del comando provinciale di Foggia, con il supporto dei carabinieri della compagnia di San Severo, i militari del reparto speciale dell’Arma hanno accertato diverse violazioni di natura penale.
Le contestazioni riguardano in particolare l’ipotesi di illecita gestione dei rifiuti e il mancato rispetto delle prescrizioni previste dall’autorizzazione dell’impianto. Per questo motivo è stato contestato all’amministratore il reato previsto dall’articolo 256 del decreto legislativo 152 del 2006.
Settemila tonnellate di rifiuti stoccati irregolarmente
Nel corso delle verifiche sono stati trovati circa 7mila tonnellate di rifiuti di varia natura accatastati in difformità rispetto al layout aziendale autorizzato.
I rifiuti erano stoccati sia all’interno dell’impianto sia nelle aree esterne non destinate a tale scopo, in alcuni casi impedendo anche la viabilità interna dello stabilimento. L’altezza dei cumuli, secondo quanto emerso dagli accertamenti, costituiva inoltre un potenziale pericolo per l’incolumità dei lavoratori.
Gli ispettori hanno riscontrato anche l’assenza di un sistema antincendio adeguato ai quantitativi di rifiuti presenti e la mancanza di idonee misure di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Indagini ancora in corso
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel corso dell’eventuale processo e nel contraddittorio tra le parti.










