Sono passati 60 anni dall’inaugurazione e dall’entrata in funzione della diga di Occhito. La mastodontica opera fu realizzata in nove anni, ed oggi rappresenta uno degli invasi artificiali più grandi d’Europa. Il Comune di Carlantino ha voluto celebrare l’importante anniversario con una serie di eventi che si sono svolti per tutta la giornata di ieri tra la diga e il borgo dei Monti Dauni, alla presenza di rappresentanti istituzionali della Puglia e del vicino Molise. Dopo la visita a Occhito, un convegno durante il quale i diversi relatori hanno tracciato la storia della diga che nel maggio 1966 fu consegnata al al Consorzio per la Bonifica della Capitanata.
Il grande lago artificiale di Occhito fornisce acqua potabile e le risorse idriche per l’agricoltura all’intera provincia di Foggia. Occupa 1300 ettari di terreno. Si estende per un tratto di circa 12 chilometri lungo il confine tra Puglia e Molise, e occupa porzioni di suolo afferenti a 9 comuni: tre del Foggiano, compreso Carlantino dov’è situato lo sbarramento principale, e ben 6 della provincia di Campobasso.
La diga raccoglie le acque dei fiumi Fortore e Tappino oltre a quelle del torrente Cigno. Ha una capacità totale pari a 333 metri cubi d’acqua, di cui 250 utilizzabili. Nell’ambito delle celebrazioni del sessantenne, anche una mostra fotografica che racconta le varie fasi affrontate durante la realizzazione di questa monumentale opera.












