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Home - Casa Sollievo della Sofferenza, scontro con la Regione Puglia: “Ci deve 32 milioni di euro”

Casa Sollievo della Sofferenza, scontro con la Regione Puglia: “Ci deve 32 milioni di euro”

Il direttore generale Gino Gumirato denuncia ritardi nella certificazione dei crediti e respinge accuse su stipendi, bilanci e assunzioni: “Se non si trova un accordo, pronti ad andare in tribunale”

Di Michele Iula
12 Marzo 2026
in Foggia, Sanità & Salute
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La Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo rivendica crediti per circa 32 milioni di euro nei confronti della Regione Puglia e dell’Asl di Foggia e non esclude un contenzioso legale se la situazione non verrà risolta. È quanto emerso durante una conferenza stampa convocata dal direttore generale Gino Gumirato, che ha affrontato i principali nodi del confronto con la Regione, i rapporti con i sindacati e alcune polemiche emerse nelle ultime settimane.

L’ospedale fondato da Padre Pio, Irccs e struttura di proprietà del Vaticano, sostiene di aver rispettato gli impegni presi nell’incontro del 27 dicembre scorso con Regione e rappresentanze sindacali, mentre contesta la mancata certificazione dei crediti maturati tra il 2016 e il 2024.

I crediti contestati e il nodo della certificazione

Secondo quanto spiegato dal direttore generale, la Fondazione attende ancora il riconoscimento ufficiale dei crediti relativi agli ultimi anni. “Nel 2016 furono certificati senza problemi i crediti dal 2012 al 2015 con criteri ben precisi – ha spiegato Gumirato –. Oggi, applicando quegli stessi criteri, ci troviamo davanti a una valutazione diversa da parte della Regione e dell’Asl. È una situazione che non riusciamo a comprendere”. La struttura contesta anche l’ipotesi avanzata dagli enti pubblici di una restituzione di circa 20 milioni di euro, legata – secondo la ricostruzione regionale riferita dal management – a costi del personale ritenuti superiori agli standard (circa 2 milioni di euro ogni anno). Un punto che, secondo la direzione dell’ospedale, contrasta con altre accuse provenienti dal fronte sindacale. “Da una parte ci accusano di pagare troppo il personale – ha detto Gumirato – dall’altra i sindacati sostengono che gli stipendi siano inferiori del 30% rispetto al pubblico. C’è qualcosa che non torna”.

Sindacati e decreti ingiuntivi

Nel corso dell’incontro con i giornalisti è stato affrontato anche il tema delle tensioni con i sindacati. La Fondazione sostiene di aver rispettato il verbale dell’accordo del 27 dicembre, revocando l’applicazione di un contratto contestato. Secondo la direzione, però, le organizzazioni sindacali non avrebbero ritirato circa 1.300 istanze presentate dai lavoratori, che potrebbero trasformarsi in altrettanti decreti ingiuntivi. “Se si vuole risolvere la questione con le buone maniere siamo disponibili – ha aggiunto Gumirato – ma se non si troverà un accordo saremo pronti a far valere le nostre ragioni nelle sedi giudiziarie”.

Bilanci, stipendi e donazioni: “Accuse infondate”

La direzione della Fondazione ha poi respinto alcune accuse emerse nei giorni scorsi, in particolare quelle riportate in un servizio televisivo della trasmissione “Far West”. Tra i punti contestati, la presunta mancata trasmissione dei bilanci agli enti di controllo. La struttura ha assicurato che i documenti contabili vengono regolarmente inviati alla Regione Puglia, al Ministero della Salute e al Ministero dell’Università e della Ricerca. “Dire che non consegniamo i bilanci è falso – ha sottolineato Gumirato –. I documenti sono stati trasmessi e sono oggetto di interlocuzioni con gli organismi competenti”.

La Fondazione ha inoltre smentito le voci su una riduzione del 30% degli stipendi. Secondo la direzione, l’eventuale modifica riguarderebbe soltanto gli aumenti automatici futuri e non una riduzione delle retribuzioni. Anche le accuse relative a presunti finanziamenti opachi provenienti dall’estero sono state respinte. “Le donazioni internazionali sono tutte tracciate e certificate nei bilanci – ha detto Gumirato – e non esiste alcun fondo proveniente da paradisi fiscali”.

Funzioni non tariffate e confronto con il Policlinico

Uno dei punti centrali del confronto con la Regione riguarda il finanziamento delle cosiddette “funzioni non tariffate”, cioè attività ospedaliere come pronto soccorso o rianimazione che non vengono remunerate con tariffe standard. La Fondazione chiede che per Casa Sollievo della Sofferenza vengano applicati gli stessi criteri utilizzati per il Policlinico di Foggia. “Se la Regione applicasse a noi gli stessi criteri – ha spiegato Gumirato – molti dei problemi finanziari verrebbero risolti e i pagamenti sarebbero anche superiori a quelli attuali”.

Il ruolo del Vaticano

Durante la conferenza è stato chiarito anche il ruolo della Santa Sede nella gestione dell’ospedale. La Segreteria di Stato vaticana, ha spiegato la direzione, nomina il consiglio di amministrazione e il direttore generale e supervisiona gli atti più rilevanti. Secondo quanto riferito, la Santa Sede avrebbe inoltre dato indicazioni chiare sulla tutela dei posti di lavoro, chiedendo di non procedere a licenziamenti nonostante la crisi finanziaria. La direzione dell’Irccs di San Giovanni Rotondo ha infine ribadito la disponibilità a trovare una soluzione condivisa con Regione Puglia e Asl Foggia, ma ha avvertito che in assenza di un accordo sarà inevitabile il ricorso alle vie legali per il riconoscimento dei crediti maturati negli ultimi anni.

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Tags: Asl FoggiaCasa Sollievo della SofferenzaGino GumiratoIrccsPadre Pioregione pugliaSan Giovanni Rotondosanità puglia
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