I conti della sanità pugliese finiscono al centro di un confronto tecnico tra Regione e governo, mentre cresce la preoccupazione per il disavanzo che potrebbe raggiungere i 360 milioni di euro. Questa mattina a Roma i tecnici del ministero dell’Economia incontreranno quelli dell’assessorato alla Salute della Regione Puglia per analizzare nel dettaglio la situazione dei conti sanitari. Un confronto che, come riporta “Repubblica Bari”, sarà esclusivamente tecnico e basato sui numeri, ma che potrebbe avere conseguenze rilevanti per i cittadini.
Il disavanzo della sanità e l’analisi dei conti
Secondo le stime circolate nelle ultime ore, il disavanzo della sanità regionale si aggirerebbe intorno ai 360 milioni di euro. Dall’assessorato alla Salute spiegano però che i dati non sono ancora definitivi e che i tecnici pugliesi arriveranno al tavolo con una fotografia ancora parziale della situazione.
Il problema resta comunque evidente: la spesa sanitaria continua a crescere mentre le risorse disponibili potrebbero non essere sufficienti a garantire l’equilibrio dei conti. In queste ore i tecnici del dipartimento stanno analizzando nel dettaglio le principali voci di spesa, a partire dal costo del personale sanitario e da quelle legate ai farmaci.
Le prime verifiche indicano un aumento complessivo delle spese pari al 4 per cento, un dato che potrebbe crescere ulteriormente con l’entrata in vigore del nuovo contratto dei medici, destinato ad aumentare i costi per il personale a carico della Regione.
Il nodo delle risorse statali mancanti
A complicare il quadro c’è anche la questione delle risorse statali che, secondo la Regione, non sarebbero ancora arrivate. All’appello mancherebbero circa 250 milioni di euro che il governo avrebbe dovuto assegnare alla Puglia, come certificato anche dalla Corte dei conti.
Un elemento che pesa sull’equilibrio del bilancio sanitario regionale e che sarà inevitabilmente al centro del confronto con il ministero dell’Economia.
“Quella al ministero sarà una riunione complessa, la prima di una lunga serie”, ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia.
Il piano di rientro entro fine maggio
La Regione Puglia dovrà individuare una soluzione entro la fine di maggio, termine entro il quale sarà necessario definire un piano di rientro per riportare in equilibrio i conti della sanità.
Sul dossier stanno lavorando direttamente il presidente della Regione Antonio Decaro, insieme agli assessori Donato Pentassuglia e Sebastiano Leo, titolare del Bilancio. L’obiettivo è individuare possibili misure capaci di colmare il disavanzo senza compromettere i servizi sanitari.
L’ipotesi aumento delle addizionali Irpef
Tra le ipotesi che stanno prendendo quota c’è anche quella di un aumento delle addizionali Irpef regionali, uno strumento al quale nel 2025 hanno già fatto ricorso altre regioni italiane.
Se dal bilancio autonomo della Regione non dovessero emergere ulteriori risorse e se i fondi statali non risultassero sufficienti a coprire i costi della sanità, il governo regionale potrebbe essere costretto a ricorrere a questa misura.
Le proteste delle opposizioni e delle imprese
L’eventuale aumento delle tasse ha già acceso il dibattito politico. Le opposizioni contestano l’ipotesi di un incremento delle aliquote, ma le critiche arrivano anche dal mondo delle imprese.
Il presidente di Confindustria Puglia Potito Salatto ha chiesto un confronto diretto con il presidente della Regione. “È paradossale pensare di aumentare le tasse a famiglie e imprese o incrementare il ticket farmaceutico senza aver prima garantito servizi adeguati e continuando a non fornirli”, ha dichiarato.
Il confronto tra Regione e governo proseguirà nelle prossime settimane, mentre la sanità pugliese resta sotto osservazione per evitare che il disavanzo si traduca in nuovi costi per cittadini e imprese.









