Si accende il dibattito sul possibile aumento delle tasse regionali per coprire il disavanzo della sanità pugliese. A intervenire è Potito Salatto, presidente di Confindustria Puglia e Confindustria Foggia, che in una dichiarazione critica duramente l’ipotesi di incrementare l’addizionale Irpef o il ticket farmaceutico.
Secondo Salatto sarebbe “troppo facile aumentare le tasse” per tentare di coprire un deficit sanitario stimato in oltre 300 milioni di euro, senza affrontare le cause strutturali dei problemi del sistema sanitario regionale.
“Non si possono scaricare i costi su famiglie e imprese”
Il presidente degli industriali pugliesi si rivolge direttamente al presidente della Regione Antonio Decaro e all’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia, sostenendo che negli ultimi vent’anni la sanità pugliese sia stata gestita con una politica di tagli.
“È paradossale che oggi si vogliano aumentare le tasse a famiglie e imprese o incrementare il ticket farmaceutico per non aver dato servizi e per continuare a non fornirne”, afferma Salatto.
Il tema della mobilità sanitaria
Tra i punti evidenziati dal presidente di Confindustria c’è anche la questione della mobilità sanitaria. Secondo il recente rapporto Gimbe, ricorda Salatto, la Puglia è terza in Italia per mobilità passiva, dopo Calabria e Campania.
Questo significa che molti cittadini pugliesi sono costretti a spostarsi in altre regioni – in particolare Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna – per ottenere cure e prestazioni sanitarie.
La richiesta di confronto con la Regione
Salatto auspica che, dopo l’incontro con i ministeri dell’Economia e della Salute per discutere delle modalità di copertura del deficit, la Regione possa aprire un confronto con il sistema sanitario e con le realtà produttive del territorio.
L’obiettivo, secondo il presidente di Confindustria, dovrebbe essere quello di individuare soluzioni condivise per il futuro della sanità pugliese senza gravare ulteriormente su cittadini e imprese.









