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Home - Ricettività nel mirino della Guardia di finanza: scoperti 9,4 milioni di ricavi non dichiarati

Ricettività nel mirino della Guardia di finanza: scoperti 9,4 milioni di ricavi non dichiarati

Nel 2025 eseguiti 60 controlli nell’area metropolitana di Bari: individuate 12 strutture abusive, lavoratori in nero e prenotazioni cancellate dalle piattaforme online per sfuggire al fisco

Di Redazione
4 Marzo 2026
in Bari, Cronaca
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Oltre nove milioni di euro di ricavi non dichiarati, strutture ricettive completamente abusive e decine di lavoratori irregolari. È il bilancio dell’attività di controllo condotta nel 2025 dai finanzieri del Comando provinciale della Guardia di finanza di Bari nel settore turistico-ricettivo dell’area metropolitana.

Ricavi nascosti e imposte evase

Nel corso dell’anno sono stati eseguiti 60 interventi nei confronti di altrettante strutture. Le verifiche hanno consentito di accertare l’omessa dichiarazione di ricavi per circa 9,4 milioni di euro, segnalati all’Agenzia delle Entrate per il recupero a tassazione. L’imposta evasa supera 1,2 milioni di euro, a cui si aggiungono violazioni all’IVA per circa 1,4 milioni.

L’attività ispettiva si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo economico del territorio messo in campo dalle Fiamme Gialle per garantire legalità e correttezza nel comparto turistico, uno dei settori trainanti dell’economia dell’area metropolitana barese.

Dodici strutture completamente abusive

Tra i casi più rilevanti emersi nel corso delle verifiche, figurano 12 strutture ricettive completamente abusive, prive di qualsiasi comunicazione obbligatoria e attive illegalmente come affittacamere.

In altri casi, le strutture dichiarate come attività a gestione familiare si sono rivelate vere e proprie imprese turistiche, con caratteristiche organizzative e modalità operative che imponevano il rispetto di obblighi fiscali e amministrativi più stringenti.

Prenotazioni cancellate e pagamenti in contanti

Le indagini hanno inoltre fatto emergere un sistema utilizzato da alcuni operatori per sottrarsi ai controlli fiscali. In diversi casi, infatti, gli esercenti invitavano i clienti a cancellare le prenotazioni dalle piattaforme online di intermediazione turistica, come Booking, per evitare che i dati delle transazioni fossero tracciati e comunicati alle autorità fiscali.

Successivamente le transazioni venivano concluse privatamente, spesso con richiesta esplicita di pagamento in contanti e con cartelli esposti nelle strutture che invitavano gli ospiti a pagare “preferibilmente in contanti”.

Lavoratori in nero e percettori di sussidi

Particolarmente significative anche alcune operazioni condotte dal Nucleo Operativo Metropolitano di Bari e dalla Compagnia di Monopoli. In queste attività sono state individuate due strutture completamente sconosciute al fisco che avevano sottratto all’imposizione ricavi per oltre un milione di euro.

Nel corso degli accertamenti sono stati inoltre scoperti 31 lavoratori in nero, tra cui quattro percettori di misure di sostegno al reddito come il reddito di cittadinanza e il supporto alla formazione lavoro.

Controlli anche nel 2026

Le verifiche hanno evidenziato anche numerose violazioni amministrative, tra cui l’omessa esposizione della targhetta identificativa della struttura, la mancata pubblicazione del tariffario e irregolarità nell’identificazione degli ospiti, con conseguenti segnalazioni all’autorità giudiziaria per violazione dell’articolo 109 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

I controlli proseguiranno anche nel 2026. Nelle prime settimane dell’anno sono già stati individuati ulteriori operatori economici irregolari: uno nel capoluogo barese che aveva sottratto a tassazione oltre un milione di euro e un altro nel sud-est della provincia che aveva omesso di dichiarare ricavi per oltre 400 mila euro, indicando nella dichiarazione dei redditi un importo simbolico di un euro.

L’azione della Guardia di finanza punta non solo a reprimere l’evasione fiscale, ma anche a favorire l’emersione delle attività irregolari e garantire condizioni di concorrenza leale nel settore turistico.

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Tags: affittacamere irregolariarea metropolitana Baricontrolli fisco turismoevasione fiscale turismoGuardia di Finanza Barilavoratori in nerostrutture ricettive abusiveturismo puglia
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