Assolti dall’accusa di violenza sessuale di gruppo tre uomini arrestati nell’ottobre 2023 e finiti ai domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Foggia. Si tratta di due fratelli di Rodi Garganico, ultraquarantenni, e di un loro amico cinquantenne di Roma con interessi immobiliari nel centro del promontorio.
La sentenza è stata pronunciata dal gup del Tribunale di Foggia al termine del giudizio abbreviato richiesto dalla difesa.
Le richieste dell’accusa e la posizione della difesa
Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna dei tre imputati a pene comprese tra i sei e gli otto anni di reclusione. La parte civile, per la persona offesa e per l’associazione Impegno Donna, aveva ribadito la richiesta di condanna.
Di segno opposto la linea difensiva che aveva sollecitato l’assoluzione sostenendo la natura consensuale dei rapporti tra la donna e due dei tre imputati.
I fatti contestati
I fatti risalgono alla notte tra il 4 e il 5 luglio 2023 sul Gargano. Secondo l’accusa, i tre avrebbero costretto la donna a subire atti sessuali approfittando di una condizione di inferiorità psichica dovuta all’assunzione di alcolici e cocaina, sostanze che – stando alla ricostruzione – sarebbero state acquistate dagli stessi imputati e fatte assumere alla parte offesa.
La donna aveva raccontato di aver trascorso la serata in alcuni locali e di aver bevuto alcolici, per poi ritrovarsi nell’abitazione del cinquantenne romano insieme ai due fratelli garganici. Aveva riferito di aver assunto cocaina e di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali.
La difesa ha invece sostenuto che la donna fosse lucida e capace di autodeterminarsi. Le telecamere di un locale l’avrebbero ripresa mentre usciva mano nella mano con uno dei fratelli, camminando senza barcollare. Gli avvocati hanno inoltre richiamato intercettazioni ambientali effettuate nella caserma dei carabinieri di Rodi, in cui i tre indagati – convocati il 12 luglio 2023 – avrebbero parlato tra loro affermando di non aver nulla da nascondere e di aver agito “alla luce del sole”.
Secondo i legali, “i tre imputati hanno rispettato in ogni momento le volontà della donna, senza mai costringerla a fare qualcosa di non voluto”.
Dagli arresti alla sentenza
Dopo la denuncia presentata ai carabinieri di Rodi il giorno successivo ai fatti, la procura aveva chiesto l’arresto dei tre uomini. Il gip aveva disposto i domiciliari nell’ottobre 2023, misura revocata nel marzo successivo al termine dell’incidente probatorio con l’interrogatorio della parte offesa.
Con la sentenza di assoluzione si chiude il procedimento di primo grado. La motivazione del giudice chiarirà le ragioni che hanno portato a escludere la responsabilità penale degli imputati.










