Come nei più brutti film. I partiti più grossi della maggioranza dell’amministrazione Episcopo hanno scelto di disertare di nuovo il Consiglio comunale.
Solo 8 i presenti (gli emilianisti Antonello Rizzi, Achille Capozzi e Pasquale Ciruolo, i due civici di Insieme Nicola Formica e Benedetto Buenza, il calendiano Paolo Frattulino e il decariano Antonello Di Paola) con Antonio De Sabato che è andato via nella prima mezz’ora. Non ci stanno i civici a passare come fedelissimi schiacciati sulle posizioni della sindaca. “Noi siamo responsabili, siamo stati eletti dalla città. Pd e M5S dicano se vogliono porre fine all’amministrazione”, è stato un po’ il tono di Capozzi, Ciruolo e Frattulino.
Un nuovo stop per l’amministrazione Episcopo al Comune di Foggia, insomma. Gli eletti di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Partito Socialista e AVS erano nuovamente assenti in aula, anche se molti di loro con assenza giustificata, dopo la forte presa di posizione di tre settimane fa.
La sindaca Maria Aida Episcopo è stata messa di nuovo di fronte alla urgenza sentita dai gruppi di un rimpasto politico e amministrativo.
“Vengo dalla dirigenza di Stato, se la giustifica copre un malessere di altro tipo non posso saperlo. Per me ci sono degli assenti giustificati e non voglio avere pensieri laterali. Sarò presente fino all’ultimo respiro di questa amministrazione”, ha detto la prima cittadina a chi parlava di de profundis del campo largo. “Se ci dobbiamo mettere la lettera scarlatta, dobbiamo farlo tutti e dobbiamo analizzare le nostre responsabilità. Senza retrogusto e retropensieri e senza acrimonia, ringrazio voi e vado avanti”, ha detto ai presenti, nei banchi della maggioranza (7 eletti) e in quelli dell’opposizione.
Il centrodestra è stato duro e chiede che la sindaca ammetta il fallimento e si dimetta. “Il rimpasto di Giunta, più volte annunciato, non si è concretizzato – hanno osservato meloniani e azzurri -. Gli eventuali incontri bilaterali richiesti dalla sindaca, se davvero si sono svolti, non hanno prodotto alcun risultato. La città è di fatto paralizzata e la sindaca Episcopo non sembra avere altre soluzioni se non quella di rassegnare le dimissioni”.
Raffaele Di Mauro ha negato ogni soccorso numerico. “Non può esistere il campo largo se non c’è il PD. È assurdo, avete un assessore regionale che ha portato il vessillo della città con una visione per le aree dismesse ferroviarie e poi qui il PD non si presenta”, la sua analisi.
L’ex dirigente dell’ufficio scolastico provinciale però lo ha chiarito con nettezza: non userà lo strumento delle dimissioni.
“Non mi dimetto, attendo la vostra sfiducia, non è vero che siamo fermi – ha rivendicato Episcopo -. Abbiamo approvato 1000 delibere di Giunta, le Commissioni lavorano, come la tecnostruttura. La riunione con Sistemi Urbani che mette insieme partner così importanti è segno di un iperattivismo cognitivo e funzionale. Sono a posto con la coscienza, con me stessa, con ciascuno. Si alzi in piedi un consigliere con cui ho un brutto rapporto. Sono qui e sono qui per la città. L’agenda della sindaca e dell’amministrazione va avanti. È chiaro che avete lo strumento per sfiduciarmi con le firme notarili. Non ho fedelissimi, ma ho tutti fedelissimi nella città, sono i miei 36.900 elettori. La mia è una visione olistica. Se la cosa non è possibile avremo fatto un percorso di vita insieme. Meriterò almeno una camera ardente in Comune tra 30 anni”, ha concluso con dell’ironia macabra.










