Stornara torna al centro dell’attenzione mediatica nazionale e internazionale grazie al suo Museo a Cielo Aperto di Street Art e ai 154 murales che colorano il paese. Finora a catalizzare l’interesse era stato soprattutto il Festival “Stramurales”, giunto all’edizione 2025 ancora in corso e in programma fino al 31 marzo 2026.
Negli ultimi anni il festival ha subito una trasformazione significativa, con un’estensione dei tempi di realizzazione per consentire la partecipazione di un numero maggiore di artisti e una progressiva destagionalizzazione dell’evento. Ma oggi l’attenzione si concentra su due novità che proiettano Stornara in una dimensione ancora più ampia.
La città dei murales diventa simbolo dell’amore
La prima novità è emersa in occasione della festività di San Valentino, quando numerosi giornali hanno parlato di Stornara e dei suoi murales dedicati all’amore declinato in tutte le sue forme.
Le opere non sono soltanto espressioni artistiche, ma rappresentazioni della società, dei suoi miti e dei sentimenti che caratterizzano il genere umano. Un messaggio già insito nella filosofia del Neo Muralismo nato a Stornara, ma che oggi assume una valenza ulteriore: la possibilità che la cittadina diventi non solo Città dei Murales, ma anche testimonial della festa di San Valentino, con un vero e proprio itinerario turistico dedicato all’amore.
Lo studio di Harvard: “La street art è salute pubblica”
La seconda novità ha un respiro internazionale. L’Harvard Health and Human Rights Journal ha pubblicato uno studio accademico dedicato al Festival “Stramurales”, intitolato “Street Art as Public Health Infrastructure”.
La ricerca evidenzia come la street art partecipativa contribuisca al benessere collettivo, riducendo lo stress ambientale, rafforzando la partecipazione sociale e creando reti comunitarie. In sostanza, i murales di Stornara non sarebbero soltanto opere d’arte, ma strumenti capaci di migliorare la qualità della vita, con benefici in termini di salute mentale e fisica.
Dopo Harvard, anche altre istituzioni e media si sono interessati al fenomeno “Stramurales”, ormai considerato un modello replicabile e istituzionalizzabile.
Dall’agricoltura al turismo del benessere
Il festival avrebbe contribuito non solo alla rigenerazione urbana e culturale, ma anche a una trasformazione economica del territorio, segnando il passaggio da un’economia prevalentemente agricola a una con crescente vocazione turistica.
Accanto al turismo artistico e culturale si aprirebbero nuove prospettive: turismo religioso, dei cammini, enogastronomico e persino del benessere mentale e fisico. Il festival, per come concepito e organizzato, si sarebbe evoluto in un vero e proprio modello di tutela del benessere psicofisico della comunità.
Stornara, dunque, non più soltanto paese agricolo o capitale dei murales, ma potenziale “Città del Benessere Mentale e Fisico”, come suggerito dal sociologo Luigi Filannino, dell’Associazione Nazionale Sociologi.
La sfida ora è tradurre questa visione in azioni concrete, coinvolgendo cittadini e istituzioni per valorizzare appieno le opportunità generate dal Festival “Stramurales”.












