Rottura totale tra azienda e sindacati alla Residenza per anziani “Padre Pio” di San Giovanni Rotondo. Al centro dello scontro la decisione della direzione di introdurre una nuova organizzazione del lavoro con l’utilizzo dell’orario multiperiodale, l’istituzione della banca ore e l’estensione del turno notturno fino a 12 ore consecutive, senza accordo sindacale.
Le organizzazioni FP Cgil, FP Cisl e Uiltucs-UIL parlano di “atteggiamento irresponsabile e autoritario” e denunciano la mancanza di confronto, nonostante la proclamazione dello stato di agitazione e una consultazione assembleare che avrebbe visto la quasi totalità del personale esprimersi contro le modifiche.
“Turni massacranti e rischio per operatori e ospiti”
Secondo le sigle sindacali, l’estensione del turno notturno a 12 ore consecutive inciderebbe pesantemente sulle condizioni di lavoro in un contesto particolarmente delicato come quello dell’assistenza agli anziani non autosufficienti.
“Turni così prolungati – dichiarano unitariamente – comportano un aumento evidente del rischio di affaticamento psicofisico, stress lavoro-correlato e possibili infortuni, oltre a determinare un peggioramento complessivo della qualità della vita lavorativa”.
I sindacati sottolineano come la scelta possa avere ripercussioni anche sulla qualità dell’assistenza erogata agli ospiti della struttura. “In un servizio di cura – affermano – la continuità, la lucidità e l’equilibrio degli operatori sono elementi essenziali per garantire standard adeguati di assistenza e sicurezza”.
Stato di agitazione e possibili iniziative
Le organizzazioni ribadiscono che la tutela della salute dei lavoratori, il rispetto della dignità professionale e la qualità del servizio devono restare priorità assolute. In assenza di un ripensamento da parte della direzione, annunciano che saranno valutate e attivate tutte le iniziative necessarie a tutela del personale.
Il confronto resta dunque in salita e la vertenza appare destinata a proseguire nei prossimi giorni.












