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Home - Pomodoro da industria, Carloni lancia l’allarme sull’Egitto: “Filiera italiana a rischio, interrogazione ai ministri”

Pomodoro da industria, Carloni lancia l’allarme sull’Egitto: “Filiera italiana a rischio, interrogazione ai ministri”

Il presidente della Commissione Agricoltura della Camera denuncia pratiche sleali e possibili rischi sanitari legati alle importazioni: chiesto l’intervento dei ministri Francesco Lollobrigida e Orazio Schillaci

Di Redazione
18 Febbraio 2026
in Agricoltura, Foggia
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La filiera del pomodoro da industria italiano finisce al centro di un’interrogazione parlamentare. A sollevare il caso è Mirco Carloni, presidente della Commissione Agricoltura della Camera, che punta il dito contro la crescita delle esportazioni dall’Egitto verso l’Europa e parla di “massima allerta” per il comparto.

I numeri del comparto e la crescita delle esportazioni egiziane

“La filiera del pomodoro da industria italiano, fra i simboli del nostro Made in Italy, con 4 miliardi di euro di fatturato (di cui 3 mld di export), 10.000 occupati fissi più 25.000 stagionali e 7.000 aziende agricole rischia di essere vittima di pratiche commerciali sleali da parte di un nuovo competitor ostile: l’Egitto”, dichiara Carloni. Secondo quanto riportato, molte realtà industriali segnalano un incremento significativo delle esportazioni di derivati del pomodoro dall’Egitto verso l’Europa, con un +88% negli ultimi sei mesi del 2025, dato attribuito a Eurostat. A questo si aggiunge il “Project New Delta”, che prevede la messa a coltura di oltre un milione di ettari nel delta del Nilo, destinati principalmente all’export sul mercato europeo.

Standard produttivi e rischi per la salute

Nel mirino anche le modalità produttive. Carloni parla di “linee di produzione e di coltivazione lontane dagli standard europei” e denuncia “il ricorso massiccio di fitofarmaci vietati in Europa, come il Macozeb e il Chlorpyrifos, di cui spesso si trovano residui sui prodotti finiti”.

Il presidente della Commissione Agricoltura cita inoltre “lo sfruttamento del lavoro minorile, il caporalato e l’utilizzo di lavoratori a basso costo”, elementi che, a suo dire, aggraverebbero il quadro competitivo a danno delle imprese italiane.

“A fronte dei gravi rischi provenienti da coltivazioni e colture che non rispettano i nostri stessi standard alimentari e regolatori, ho depositato nella giornata odierna una interrogazione ai ministri Lollobrigida e Schillaci per conoscere quali iniziative ritiene di porre in essere il Governo per tutelare la filiera italiana di produzione del pomodoro; quali strategie intende adottare per arginare la concorrenza sleale, quali misure per la gestione del rischio derivante da eventuali effetti nocivi per la salute pubblica e se controlli di carattere sanitario sulle importazioni di pomodoro provenienti dall’Egitto sono stati già adottati.”

La richiesta al Governo

L’interrogazione è indirizzata al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e al ministro della Salute, Orazio Schillaci. L’obiettivo dichiarato è quello di ottenere chiarimenti sulle azioni che l’esecutivo intende mettere in campo per proteggere una filiera considerata strategica per l’economia agroalimentare italiana.

Il tema apre ora un fronte politico e commerciale che intreccia tutela del Made in Italy, regole del mercato europeo e sicurezza alimentare, in un momento in cui la concorrenza internazionale nel settore agroindustriale si fa sempre più intensa.

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Tags: commissione agricolturaconcorrenza slealeEgittoExportFrancesco Lollobrigidamade in ItalyMirco CarloniOrazio SchillaciPomodoro da industria
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