Si alza il livello dello scontro politico sulla presentazione del libro di Caio Giulio Cesare Mussolini, in programma nell’aula consiliare del Comune di Orta Nova. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, arrivano le prese di posizione della Cgil di Foggia e di Sinistra Italiana, che chiedono la revoca immediata della concessione dello spazio pubblico. Una ipotesi già scartata dal sindaco Domenico Di Vito.
La posizione della Cgil
“Quando si è autori di tesi revisioniste e apologetiche del ventennio fascista non può esserci alcun richiamo a un confronto democratico, né possono essere concessi spazi pubblici delle istituzioni della Repubblica nata dalla Resistenza contro il nazifascismo”, afferma il segretario generale della Cgil di Foggia, Gianni Palma.
Per il sindacato, le istituzioni dovrebbero adottare regolamenti che vietino la concessione di spazi pubblici per iniziative che, a loro giudizio, promuovano tesi revisioniste o apologetiche del fascismo. Palma ricorda anche la figura di Ernesto De Maio, ultimo sindaco di Orta Nova prima dell’ascesa del regime, rimosso dal suo incarico durante la repressione fascista.
“Sarebbe atto di igiene pubblica – conclude Palma – che il sindaco e il presidente del Consiglio comunale procedessero a revoca della concessione dell’aula consiliare, per evitare quest’onta alla città e non macchiare una memoria che in questa provincia ricorda episodi drammatici di violenza fascista e annovera numerosi martiri e medagliati della lotta partigiana”.
L’intervento di Sinistra Italiana
Sulla stessa linea il referente provinciale di Sinistra Italiana, Fedele Cannerozzi, che parla di un tentativo di “riscrivere la storia del fascismo” e di una iniziativa che non dovrebbe trovare spazio in un’aula istituzionale.
“Succede che questo meschino tentativo di revisionismo storico verrà celebrato oggi nell’aula consiliare del Comune di Orta Nova i cui amministratori, evidentemente, dimenticano che l’Italia nella Carta Costituzionale ha bandito il fascismo dalla storia e dalle istituzioni democratiche”, afferma Cannerozzi, invitando a una “vigile e pacifica mobilitazione di tutti i democratici”.
La richiesta rivolta all’amministrazione comunale è chiara: revocare la concessione dell’aula per la presentazione del volume.
La vicenda continua a suscitare tensioni politiche e richiama il dibattito sul rapporto tra libertà di espressione, memoria storica e utilizzo degli spazi pubblici istituzionali.











