San Severo resta fuori da un importante finanziamento regionale che avrebbe potuto portare nelle casse comunali fino a 1 milione e 100mila euro. La Regione Puglia ha infatti escluso il Comune dalla graduatoria provvisoria del PR Puglia FESR–FSE+ 2021-2027, nell’ambito dell’Azione 2.13.1 dedicata alla Rete Ecologica Regionale, a causa dell’insufficiente valutazione tecnica del progetto presentato.
Una decisione che ha immediatamente acceso lo scontro politico, con l’opposizione che parla apertamente di una bocciatura sulla qualità della proposta e non di una semplice irregolarità formale.
La bocciatura tecnica della Regione
Dalla graduatoria approvata dalla Regione Puglia emerge un dato che viene definito “grave” dagli esponenti dell’opposizione: il progetto del Comune di San Severo non ha superato la soglia minima di valutazione tecnica richiesta per l’accesso ai fondi. Una circostanza che esclude qualsiasi giustificazione legata a carenze documentali o procedurali e che, secondo i critici, chiama direttamente in causa la capacità progettuale dell’amministrazione comunale.
Le risorse avrebbero potuto finanziare interventi ambientali, azioni di valorizzazione del territorio, progetti per la parità di genere e il contrasto alle discriminazioni, ambiti ritenuti strategici per lo sviluppo locale.
Le accuse all’amministrazione Colangelo
Sul caso interviene con toni duri Angelo Masucci, consigliere comunale e presidente della Commissione di Controllo e Garanzia, che in una nota parla di responsabilità “politico-amministrative” e non burocratiche. “Quando l’esclusione avviene per insufficienza tecnica, il problema non è formale ma sostanziale”, sottolinea Masucci, puntando il dito contro l’amministrazione guidata dal sindaco Lidya Colangelo.
Secondo l’esponente dell’opposizione, la mancata ammissione al finanziamento rappresenta un danno diretto per la città e per i cittadini, privati di risorse significative che avrebbero potuto incidere su settori chiave.
La richiesta di dimissioni
Nel comunicato, Masucci arriva a chiedere un “sussulto di dignità” ai consiglieri di maggioranza, auspicando le loro dimissioni come unico atto utile per porre fine a quella che definisce una gestione fallimentare. Una presa di posizione che alza ulteriormente il livello dello scontro politico e apre una nuova fase di tensione all’interno del Consiglio comunale.
La vicenda rischia ora di diventare un caso politico di primo piano, con inevitabili ripercussioni sul dibattito cittadino e sulla tenuta dell’attuale maggioranza.











