La Puglia non solo rispetterà gli obiettivi del Pnrr sulla sanità territoriale, ma li supererà. È il messaggio che arriva dal Dipartimento Salute della Regione, affidato a Vito Montanaro, che in un’intervista rilasciata a La Gazzetta del Mezzogiorno fa il punto sullo stato di avanzamento di Case e Ospedali di Comunità, pilastri della sanità di prossimità e caposaldo del programma del neogovernatore Antonio Decaro, informato costantemente sull’evoluzione del dossier.
Il monitoraggio e i numeri del Pnrr
“Nei termini previsti dal Pnrr, la Puglia avrà 26 Case di Comunità in più del target rimodulato nel dicembre 2023”, spiega Montanaro, illustrando i risultati del monitoraggio attivato a fine 2025 con i riscontri trasmessi dai commissari delle Asl. Il 10 gennaio i dati dettagliati saranno inviati all’Autorità di missione presso il Ministero della Salute e fotografano la messa a terra di circa 350 milioni di euro di fondi Pnrr, a cui si aggiungono 44 milioni del fondo per le opere indifferibili.
Il quadro emerge mentre la Corte dei Conti ha aperto un fascicolo sui possibili ritardi nella realizzazione delle opere e le opposizioni di centrodestra chiedono chiarimenti politici al nuovo governatore.
La rimodulazione e le opere escluse
La parola chiave, per orientarsi tra numeri e scadenze, è “rimodulazione”. “Sedici Case di Comunità, tra cui l’ex Centrale del latte, non saranno attivabili o non avviabili nei tempi del Pnrr e verranno riprogrammate con risorse Fsc”, puntualizza Montanaro. Una scelta legata a ritardi nei cantieri, vincoli amministrativi e paesaggistici o a difficoltà operative, anche a causa dell’effetto del Superbonus 110, che ha spinto alcune imprese a privilegiare altri interventi.
Nonostante ciò, la Regione resterà in regola con gli obiettivi concordati con lo Stato e con l’Unione europea.
Dal piano iniziale ai target europei
“Nel maggio 2022 la Regione ha approvato il Piano operativo regionale del Pnrr”, ricostruisce Montanaro. In origine erano previste 121 Case di Comunità, 38 Ospedali di Comunità e 7 interventi antisismici. Il target nazionale assegnato alla Puglia era di 120 Case, 31 Ospedali e 7 interventi.
Nel dicembre 2023, dopo il confronto con il Governo, l’Unione europea ha accettato la rimodulazione del target nazionale, riducendo gli obiettivi del 23-24%. Alla Puglia sono stati assegnati 97 Case di Comunità, 30 Ospedali di Comunità e 5 interventi antisismici, su cui viene effettuata una verifica mensile trasmessa all’Autorità di missione e alla Corte dei Conti.
Cantieri avviati e strutture di supporto
Al 31 dicembre 2025 risultano avviati i lavori per 105 Case di Comunità su 121 previste, per 28 Ospedali su 38 e per 5 interventi antisismici su 7. A questi dati si aggiungono le strutture di backup, utilizzabili ai fini del Pnrr pur non incluse nel contratto originario.
Si tratta di 35 Case di Comunità già funzionanti o da riconvertire, come il Fallacara o l’ex ospedale di Terlizzi, e di 9 Ospedali di Comunità.
Le scadenze del 2026 e la road map regionale
“La stima è che al 30 giugno 2026 la Puglia avrà 123 Case di Comunità, quindi oltre il target rimodulato, 30 Ospedali in linea con l’obiettivo previsto e 3 interventi antisismici rispetto ai 5 programmati”, chiarisce Montanaro. Il confronto con l’Autorità di missione e la Commissione europea potrebbe consentire un’estensione dei termini fino al 31 dicembre 2026.
A fine anno la proiezione è ancora più ampia: 145 Case di Comunità, 39 Ospedali di Comunità e 4 interventi antisismici. “Quello che non riusciremo a realizzare con il Pnrr lo porteremo avanti con le risorse del bilancio regionale”, aggiunge il dirigente.
Il ruolo di Decaro e il passaggio chiave del 12 gennaio
Il prossimo snodo sarà il 12 gennaio, quando l’Autorità di missione valuterà il monitoraggio regionale. Subito dopo, il governatore Antonio Decaro potrà condividere la road map definitiva per non perdere nessuna risorsa e modernizzare la sanità pugliese.











