Dallo sgombero improvviso al furto. È una notte di rabbia e amarezza quella vissuta dai residenti della palazzina di via Lucera 73 a Foggia, evacuata e posta sotto sequestro per rischio strutturale e finita nel mirino dei ladri poche ore dopo l’allontanamento forzato degli abitanti. Un colpo che ha colpito famiglie già provate, tra cui quella di una giovane donna costretta a lasciare casa con un bambino di appena sei mesi.
“In strada con un neonato e senza tutele”
“Ieri mattina ci siamo ritrovati in mezzo alla strada, io con un bambino di sei mesi. Mi è stato persino proposto di andare in un dormitorio”. La testimonianza – in un video di lagazzettadelmezzogiorno.it – restituisce tutta la durezza delle ore successive allo sgombero. Secondo quanto raccontato, agli abitanti sarebbe stato garantito un servizio di vigilanza per evitare intrusioni e furti negli appartamenti ormai vuoti.
Una promessa che, secondo la residente, non sarebbe stata mantenuta. “Ci hanno mandato a casa di altre persone dicendo di stare tranquilli, che le pattuglie avrebbero vigilato. Ma così non è stato”.
Il raid nella notte e la casa devastata
Il risveglio è stato drammatico. Tornata davanti alla sua abitazione, la donna ha trovato la porta forzata e l’appartamento completamente saccheggiato. “Questa mattina ho trovato la mia casa completamente svuotata e distrutta”, racconta.
I ladri hanno portato via elettrodomestici, televisori, denaro contante, causando anche gravi danni agli arredi. Tra gli oggetti presi di mira anche una stampante 3D, abbandonata a terra dopo essere stata resa inutilizzabile. Il danno economico, secondo una prima stima, ammonterebbe a circa 3.000 euro.
Il furto si aggiunge al trauma dello sgombero improvviso e alimenta un profondo senso di abbandono. “Si parla tanto di buonismo a Foggia – afferma il residente – ma di buono non c’è niente. Questa città peggiora sempre di più”.









