“È un qualcosa che ci spetta di diritto. Perchè quando si parla di cucina si parla di Italia. Anche il turismo in Italia, in Puglia in particolare, è legato per il 60% alla cucina, ai sapori della tavola”. Così all’Ansa Peppe Zullo il cuoco contadino, 72 anni, di Orsara di Puglia che ha esportato nel mondo i sapori della cucina italiana, anche con prodotti a km zero. Zullo interviene in merito al riconoscimento da parte dell’Unesco della cucina italiana nella lista dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità.
Lo chef pugliese, che negli anni 70/80 è stato negli Stati Uniti e poi in Messico, è titolare attualmente di due ristoranti ad Orsara di Puglia, Villa Jamele che è anche scuola internazionale di cucina frequentata da centinaia di cuochi provenienti da ogni parte del mondo e dell’omonimo ristorante Peppe Zullo, laboratorio polivalente di educazione al gusto.
“La cucina italiana è patrimonio per la sua semplicità, perché è facile da riprodursi. La vera cucina delle nonne, delle zie, delle massaie. Basti pensare che con un pacco di pasta, dell’olio extravergine di oliva, e dei pomodori, abbiamo prodotto uno dei piatti più conosciuti al mondo, pasta al pomodoro – aggiunge Zullo -. Diciamo che siamo stati precursori di quello che è il riconoscimento odierno. La cucina italiana è la fantasia che si unisce ai tanti, vari, semplici ingredienti che la nostra terra offre”. (Ansa)













