In riforma della sentenza di primo grado del 29 novembre 2022, la Corte d’Appello di Bari ha inflitto 16 anni e un mese di reclusione a Giuseppe La Piccirella, 67 anni, detto “il ragioniere” o “il professore”, storico boss di San Severo, sulla scena criminale almeno dagli anni ’90, capo del clan Testa-La Piccirella e alleato di Rocco Moretti, “mammasantissima” della mafia foggiana.
In primo grado, La Piccirella venne condannato a 30 anni per mafia, traffico e spaccio di droga, tentato omicidio, lesioni, armi, estorsioni, furto e ricettazione.
Pena rideterminata con “sconto” anche per il 69enne Giuseppe Spiritoso detto “Papanonno”, condannato a 9 anni di reclusione. In primo grado gli furono inflitti 11 anni per droga. Motivazioni della sentenza tra 90 giorni.
I due, La Piccirella difeso dagli avvocati Luigi Marinelli e G.De Pascalis, Spiritoso da Carlo Mari, erano imputati nel processo “Ares”, dal nome del blitz del 2019 contro la mafia sanseverese, che per la prima volta riconobbe appieno l’esistenza e l’indipendenza della criminalità organizzata a San Severo anche rispetto alla “Società Foggiana”. Mentre altri imputati sono stati condannati da tempo con il rito abbreviato, “il professore” e “papanonno” avevano scelto la strada del dibattimento, giunto oggi alla sentenza di secondo grado.









