Invertire la visione della politica, stare in mezzo la gente, provare a creare un rapporto diretto. Sono stati questi gli obiettivi di Enzo Quaranta, assessore comunale a Torremaggiore che con 6038 voti è arrivato quinto alle elezioni regionali nel PD dopo il super campione di consensi Raffaele Piemontese e le tre donne forti, Rossella Falcone eletta, Maria Fiore e Teresa Cicolella.
Al politico dell’Alto Tavoliere, per via della bassa affluenza, sono mancati un po’ dei voti attesi e preventivati dalla sua comunità. I vari ticket femminili con Piemontese lo avrebbero penalizzato.
“Il nostro ottimo risultato non è bastato per essere eletti, ma ripartiremo dal territori e dalle aree che cercano di partecipare direttamente alla politica. Il vantaggio competitivo delle donne c’è stato, ma è la legge che lo consente – spiega senza rancore -. In una lista a trazione Piemontese per le donne è stato facile abbinare la loro candidatura a quella sua. Io con franchezza posso affermare che tolto Raffaele Piemontese la mia candidatura ha portato maggior consenso diretto al candidato e al PD. Oltre 6mila persone hanno scelto di sostenere Enzo Quaranta, per le altre candidate non so quanti elettori hanno scelto predominantemente la loro candidatura”.
Nessuna candidatura per la segreteria provinciale in vista. “Non lancerò una sfida per la segreteria provinciale – afferma -, porrò il tema affinché cambi il modello, auspico classi dirigenti nei territori autonome e autorevoli. Noi chiediamo una maggiore partecipazione. Non è un fatto di persone, ma di visione. Continueremo a lavorare, dal giorno dopo le elezioni regionali ho continuato a girare i territori, sono stato a San Severo e a San Paolo. Non si ferma il contatto con i cittadini, ma si continua a coltivarlo. Noi chiederemo a livello regionale che cambi la visione. Non si può scegliere dall’alto chi deve rappresentare i territori nelle candidature e nei risultati. Serve che a livello nazionale cambi la legge elettorale e col proporzionale tornino le preferenze. I cittadini hanno bisogno di sentirsi partecipi, se le decisioni sono prese sempre dall’alto, l’astensionismo continuerà a crescere”.










