Trentatré anni fa, il 6 novembre 1992, la mafia spegneva la vita di Giovanni Panunzio, imprenditore edile foggiano che ebbe il coraggio di denunciare le estorsioni subite e di non piegarsi alla paura. La città si prepara ora a ricordarlo con una giornata di commemorazione organizzata dall’Associazione Giovanni Panunzio, che da anni ne custodisce la memoria e ne porta avanti l’impegno civile.
La cerimonia si terrà il 6 novembre con la deposizione di una corona d’alloro davanti alla stele dedicata all’imprenditore, un incontro con gli studenti in un istituto cittadino e una messa commemorativa. Parteciperanno don Antonio Coluccia, sacerdote simbolo della lotta alla criminalità, Nicola Morra, già presidente della Commissione Antimafia, e Silvano Ammirati, ex funzionario della squadra mobile di Foggia che seguì le indagini sull’omicidio.
“Giovanni Panunzio è stato riconosciuto dallo Stato come Testimone di Coraggio per le sue scelte straordinarie – spiegano gli organizzatori –. Per oltre mille giorni non si è arreso, affrontando minacce e isolamento, portando avanti il suo ‘no’ alla mafia con schiena dritta fino alla fine”.
L’associazione sottolinea che “la sua vita e il suo sacrificio rimangono oggi un faro di integrità, coraggio e legalità, un esempio eterno per le nuove generazioni. La memoria diventa forza, esempio e guida”.










