Quasi quattro famiglie pugliesi su dieci hanno ridotto l’acquisto di frutta e verdura a causa del caro prezzi, mentre più di una su tre ha modificato la propria dieta preferendo alimenti a lunga conservazione. Un cambiamento che, secondo Coldiretti Puglia, ha già ripercussioni sulla salute dei cittadini: oltre la metà dei pugliesi (51,1%) è oggi in sovrappeso o obesa.
È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Puglia su dati del Rapporto Italmercati-Ismea 2025, curato dal Censis, che fotografa una trasformazione profonda nei comportamenti alimentari legata all’inflazione e all’aumento generalizzato dei prezzi.
Meno frutta e verdura, più cibi conservati
Il rapporto evidenzia come il 39% delle famiglie italiane abbia ridotto nell’ultimo anno il consumo di prodotti freschi, segnando una vera e propria “frattura alimentare” tra chi può permettersi una dieta sana e chi, pur volendola, non riesce più a sostenerne i costi.
In Puglia la situazione è aggravata da un aumento dei prodotti industriali e ultra-processati, definiti da Coldiretti “l’anticamera dei cibi artificiali”. Non a caso otto italiani su dieci chiedono oggi di vietarne la presenza nelle mense scolastiche, seguendo l’esempio della California, che ha già introdotto una legge per tutelare la salute dei bambini.
OMS: 400 grammi di frutta e verdura al giorno per prevenire malattie
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda il consumo quotidiano di almeno 400 grammi di ortofrutta a persona per combattere sovrappeso e patologie correlate. Tuttavia, secondo Coldiretti, nell’ultimo ventennio le persone obese in Italia sono aumentate del 36%, mentre quelle in sovrappeso del 7%.
Oggi il 46% della popolazione nazionale — circa 23 milioni di adulti — è in eccesso ponderale. Una riduzione del 20% delle calorie provenienti da cibi ricchi di zuccheri e grassi potrebbe prevenire fino a 688mila malattie croniche entro il 2050, con un risparmio stimato di 12 miliardi di euro per il sistema sanitario e per i cittadini.
Prodotti locali in crescita, ma spesa alimentare in calo
Nonostante il caro vita, cresce la sensibilità verso il cibo locale e tracciabile: il 73% dei consumatori presta oggi maggiore attenzione all’origine dei prodotti e il 68% privilegia alimenti di stagione e a chilometro zero. Sei pugliesi su dieci (64%) hanno fatto almeno un acquisto nel 2024 in un mercato contadino, segno di un legame sempre più forte con i produttori del territorio.
Tuttavia, la spesa media mensile per alimenti e bevande in Puglia è tra le più basse d’Italia, ferma a 455 euro, e continua a diminuire di anno in anno.
Il sistema agroalimentare pugliese e la sfida dei prezzi equi
L’approvvigionamento alimentare nella regione è garantito da oltre 100mila aziende agricole, 5mila imprese di trasformazione e da una rete diffusa di mercati contadini Campagna Amica, negozi e supermercati. Ma Coldiretti Puglia avverte: “Occorre lavorare per accordi di filiera tra agricoltura e industria, con obiettivi chiari sulla qualità e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione, come prevede la nuova legge contro le pratiche sleali e le speculazioni”.
Un monito che unisce salute e giustizia economica: perché mangiare bene, oggi, non deve diventare un lusso per pochi.











