Scatta all’alba una nuova imponente operazione di contrasto alla pesca abusiva dei datteri di mare nel Barese. La Guardia Costiera, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Trani, ha dato esecuzione a numerose misure cautelari personali e reali a carico di soggetti ritenuti coinvolti in una fitta rete di prelievo, commercializzazione e vendita illegale del pregiato mollusco. Operazione denominata “Jolly”.
Il blitz, eseguito tra Bari, Molfetta, Giovinazzo, Bitonto, Bisceglie, Terlizzi e Margherita di Savoia, ha portato alla custodia cautelare in carcere per 25 indagati e agli arresti domiciliari per altri 10. Disposti inoltre 3 obblighi di dimora, 11 divieti di dimora ed esercizio di attività d’impresa e 10 sequestri preventivi riguardanti natanti, box per la vendita del pesce e depositi.
Una rete criminale estesa e ben organizzata
L’attività investigativa, durata per tutto il 2024, è nata da un sequestro di prodotto ittico effettuato dal personale della Capitaneria di Porto di Molfetta, che ha permesso di ricostruire una vera e propria rete di pescatori, intermediari e acquirenti coinvolti nel commercio illecito dei datteri di mare.
Grazie a intercettazioni telefoniche e appostamenti, gli investigatori hanno documentato un sistema consolidato di prelievo e rivendita che riforniva ristoranti e privati, anche appartenenti a fasce sociali elevate. Tre gruppi criminali distinti operavano lungo il litorale pugliese, con ruoli specifici nella catena di approvvigionamento del prodotto vietato.
Reati contestati e impatto ambientale devastante
Le misure cautelari, disposte dal gip di Trani, riguardano i reati di associazione per delinquere, ricettazione, distruzione di beni paesaggistici, inquinamento ambientale e disastro ambientale.
La raccolta dei datteri di mare, infatti, provoca danni irreversibili ai fondali rocciosi, distruggendo interi ecosistemi marini e compromettendo la biodiversità costiera.
Un’operazione senza precedenti per dimensioni
Oltre 250 militari della Guardia Costiera, coordinati dalla Direzione Marittima della Puglia e della Basilicata Ionica, hanno partecipato alla fase esecutiva, supportati dal Nucleo Speciale d’Intervento del Comando Generale con l’impiego di 100 autovetture e 4 unità navali.
La Procura di Trani ha precisato che le indagini sono tuttora in corso e che i procedimenti penali si trovano nella fase preliminare: le persone coinvolte non possono essere considerate colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva.










