Apricena, la città della pietra, il terzo polo marmifero d’Italia, il primo del sud. Un luogo facilmente raggiungibile sia da nord che da sud, grazie alla vicinanza del casello autostradale della A14, un territorio che fa da cerniera tra l’Alto Tavoliere e il Gargano. Apricena, infatti, oltre ad essere un centro importante della Piana del Tavoliere, è anche una delle porte del Parco Nazionale del Gargano.
“C’è tanto da vedere – racconta il sindaco Antonio Potenza -, ad iniziare dal Palazzo della Cultura. Poi il Museo Civico Archeologico, Palazzo Baronale, Monte della Donna, San Giovanni in Piano; Torre dell’Orologio, le Cave di Pietra (di recente alcune cave hanno portato alla luce importanti reperti paleontologici), Opere di Scultori Famosi sul Corso Principale; Resti di San Giovanni in Piano. Inoltre, a pochi chilometri dal paese, i ruderi recentemente restaurati di Castelpagano, l’antica rocca saracena che ebbe grande importanza soprattutto per la sua posizione strategica. E poi ad Apricena si mangia bene”.
È anche la città che ha dato i natali al cantastorie Matteo Salvatore al quale l’amministrazione comunale gli ha dedicato un museo. Ogni anno in una delle sue cave si svolge un importante festival: “Suoni in cava” con grandi nomi della musica nazionale ed internazionale. L’economia si basa principalmente sul settore lapideo, ma anche l’agricoltura è di qualità: non solo grano e pomodoro, ma da qualche anno il cotone biologico, e ad Apricena sta nascendo un centro di stoccaggio. Cresce anche il turismo grazie ad una serie di eventi che vanno dal carnevale all’estate apricenese, al Natale. Una città viva ed attrattiva anche per i giovani imprenditori. Nel nostro viaggio abbiamo ascoltato alcuni di loro che ci hanno raccontato le proprie storie di impresa.










