L’arcivescovo Franco Moscone rilancia dal Gargano un appello ai Comuni della Capitanata e, tramite una lettera indirizzata all’ANCI, a tutte le amministrazioni italiane: indire una Giornata per la Pace in un’unica data nazionale, promuovendo in contemporanea cortei civici, momenti di riflessione, letture pubbliche e azioni concrete di educazione alla non violenza.
Nel messaggio, datato 25 settembre, il presule invita i sindaci a farsi motori di una politica di prossimità che trasformi la pace da slogan a prassi amministrativa: utilizzo degli spazi pubblici, coinvolgimento delle scuole, chiamata a raccolta del terzo settore e delle comunità religiose. “La guerra – scrive – segna il buio dell’umano nell’uomo; la pace è responsabilità personale e istituzionale, un’eredità da consegnare ai giovani”.
L’iniziativa, proposta in vista dell’Assemblea nazionale dell’ANCI di novembre, punta a una mobilitazione corale: Regioni, Province e Comuni chiamati a dire no alla violenza, sì al dialogo, con un calendario condiviso per moltiplicare l’impatto simbolico e pratico delle iniziative locali. Al centro, il principio di responsabilità: “Il futuro, in bene o in male, dipende dalle scelte di oggi”.
Moscone chiede che la “Giornata” non resti solo testimonianza, ma si traduca in impegni misurabili: programmi educativi contro l’odio, percorsi di mediazione nei quartieri, reti tra istituzioni e associazioni per sostenere le fragilità sociali che la guerra – anche quando è lontana – esaspera. Un invito a fare squadra partendo dai territori, perché “la fratellanza sia più forte dell’odio”.













