Dopo dieci anni da sindaco di San Severo e quattro da presidente della Provincia di Foggia, Francesco Miglio torna nell’agone politico candidandosi al Consiglio regionale con la lista “Decaro Presidente”. L’ex primo cittadino, che aveva lasciato l’incarico immaginando un periodo sabbatico lontano dalla ribalta pubblica, ha scelto di accettare l’invito del sindaco di Bari, convinto dalla possibilità di portare in Regione l’esperienza maturata in anni di amministrazione locale.
“Mi piacerebbe portare in Regione le esperienze dei sindaci e degli amministratori locali, di quelli che per tanti anni sono stati sui territori vicino alle persone. Ho pensato a te, nella mia lista”, avrebbe detto Antonio Decaro a Miglio. Un invito che, dopo settimane di riflessione, si è tradotto nella decisione di candidarsi.
Dalla scorta alle minacce: il decennio alla guida della città
Miglio ripercorre le tappe di un impegno lungo e spesso difficile. “Dieci anni ma mi son parsi il triplo: le minacce, la scorta, il covid, una città da difendere da chi la voleva occupare, espugnare. Ho dato il massimo di me stesso, dal primo all’ultimo giorno, mettendoci sempre la faccia”, scrive in un post pubblico.
Dopo aver lasciato la carica, l’ex sindaco aveva scelto di dedicarsi a studio, aggiornamento professionale e vita privata, lontano dai riflettori. “Qualcuno pensava mi fossi trasferito, altri che non stessi bene in salute. Nulla di tutto questo: ero a casa mia, in buona salute”.
La scelta di ricandidarsi
A riportarlo in campo è stato il richiamo della politica, che Miglio definisce “una meravigliosa malattia da cui non si guarisce mai”. Non nega i rischi di una nuova campagna elettorale: “Certo devi difenderti da insulti, fango, menzogne. Lo so bene, l’ho sperimentato. Ma la competizione mi gasa e se ho un’idea la porto avanti con ostinazione, anche a rischio di inimicizie”.
L’ex sindaco chiede ora ai suoi concittadini sostegno e fiducia: “Spero che comprendano l’importanza di avere una rappresentanza istituzionale regionale, dopo dieci anni di assenza totale. Chiedo a tutti, anche agli elettori non proprio a me vicini, di darmi la forza per esserci quando si tratterà di difendere l’ospedale, scongiurare la chiusura di un presidio di legalità o l’abbandono di un ufficio pubblico. Difenderò con il coltello tra i denti il mio territorio, la mia gente. Ve lo prometto”.












